/ aprile 27, 2016/ Economia, Politica, sport, Urbanistica

La Piscina di Via Togliatti: si può sapere se Pentathlon o Comune ?

Due giorni fa l’ennesimo proclama di Ricci, periodico oramai su questo impianto, dopo tutti quelli fatti nel 2014 e del 2015: “i lavori per la piscina di via Togliatti finiranno per Settembre”.

Bene. Anzi, magari!

Ma ricapitoliamo invece cosa è successo fino ad oggi: la federazione Pentathlon si prende l’onere di costruire e gestire una struttura da 7,556 milioni di euro + interessi (11 in totale) in grado di ospitare tutte le discipline sportive previste dal Pentathlon stesso. Noi cittadini oltre la concessione dell’area diamo 150 mila annui per 40 anni (equamente divisi tra Provincia e Comune, così hanno deciso Ricci e Ceriscioli) e una fidejussione del Comune di oltre 7 milioni di euro.

 

Poi però qualcosa non va e il fallimento di Montagna blocca i lavori. A questo punto il progetto viene “leggermente” rivisitato e a parità di importi di lavori (11 milioni), fidejussione ecc… si prevede la realizzazione di solo il 60% dell’impianto, che a questo punto non è più nemmeno adatto ad ospitare tutte le discipline del Pentathlon.

 

La domanda nacque spontanea già due anni fa, quando in commissione sport chiedemmo ad Arceci, Nonni e Della Dora, e visto che ora con 11 milioni si prevede la sola realizzazione della piscina (d’oro?), se c’era il rischio che la Federazione lasciasse oneri e onori al Comune: ci diedero dei soliti malpensanti e probabilmente complottisti.

Leggiamo poi in questi giorni le dichiarazioni del Sindaco Ricci, in particolare che il Comune farà un bando per la gestione e allora ci tornano in testa le solite domande:

Perchè non è la Federazione Pentathlon a indire un bando?

C’è davvero il rischio che la Federazione Pentathlon rinunci alla gestione dell’impianto?

Se la Federazione lascia la gestione chi pagherà 450.000 euro l’anno di rata del mutuo?

Perchè l’importo dei lavori di 11 milioni totali non è stato rivisto se la rimodulazione del progetto prevede la realizzazione del 60 % della struttura inizialmente progettata?

La struttura rimarrà per circa la metà grezza, quanto costerà ultimare tutti i lavori?

E li pagherà chi gestirà l’impianto?

Chi del Comune doveva/dovrebbe controllare le fattibilità dei progetti e controllare l’affidabilità di chi vince un bando?

Quale criterio viene adottato, visto che risulta molto spesso controproducente, almeno per i cittadini?

Perchè il Comune, con la scusa del servizio pubblico, accetta benevolmente il non rispetto dei contratti con le società alle quali affida la gestione degli impianti?

Anche con il Parco della Pace: leggiamo che il vice capogruppo del PD, nonché presidente della commissione sport Marco Perugini ha dichiarato l’ipotetico congelamento del contributo di 200 mila euro annui a Sport Village se non rispetterà gli impegni presi sui lavori da fare nella piscina: come fa a dirlo se sa benissimo che proprio quei 200 mila euro (che pagano i cittadini) sono stati posti come GARANZIA in banca dalla stessa Società per ottenere il mutuo di 3 milioni di euro e che gli permetterà di iniziare i lavori?? Se il Comune firma una garanzia, poi deve pagare!

Il Comune è sicuro che Sport Village, una volta ottenuto il prestito, farà le opere promesse e sarà in grado di sostenere la rata del mutuo?

“La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”: possibile che questa amministrazione è così sfortunata nei bandi che riguardano gli impianti sportivi a Pesaro? (Basti pensare anche al vecchio progetto dello Stadio alla Torraccia mai iniziato e costato ben 500 mila euro e un ex-parcheggio ai cittadini!)

 

Perchè lo sport dev’essere per forza così caro a Pesaro?

Bassi,Remedi,Demidio,Alessandrini, Pazzaglia

Consigliere Comunale

MoVimento 5 Stelle Pesaro