/ aprile 20, 2016/ Cultura, Economia, sport

Pesaro Città dello Sport? Per renderla tale bisognerebbe ripartire dalla trasparenza e dalle pari opportunità!!

 

 

A proposito di bandi, il Comune di Pesaro si dimostra ancora una volta allergico alla trasparenza che sarebbe obbligatoria per una pubblica amministrazione.

 

 

È stata discussa pochi giorni fa in commissione sport la gestione delle piscine pubbliche. A Pesaro ci sono ben 3 piscine pubbliche e nessuna di queste ha rispettato gli accordi presi con il Comune per la loro implementazione, pur avendo percepito lauti finanziamenti pubblici.

Ma andiamo nel merito. Per la struttura di Baia Flaminia, 3 anni fa è stato vinto un bando di cui la società di gestione ancora paga gli arretrati, senza che si sia però vista la realizzazione dei lavori promessi. Per quanto riguarda la piscina di via Togliatti, il vincitore del bando non ha rispettato gli accordi e al momento, pur di giungere alla realizzazione di un’opera, il piano lavori è stato ridotto ma non il suo costo. Sulla struttura, di proprietà della Federazione Pentatlon, c’è una fidejussione milionaria del Comune ma non è chiaro se, al termine dei lavori, il bando di gestione sarà a beneficio della Federazione o della nostra amministrazione. Venendo, poi, al Parco della Pace, la società che si è aggiudicata il bando 3 anni fa non ha realizzato il progetto previsto. La società di gestione al momento percepisce 200.000 euro annui dal Comune eppure non ha fondi sufficienti per la realizzazione dei lavori promessi e quindi ha ottenuto un prestito milionario per cui probabilmente garantirà il Comune: un bell’affare, non c’è che dire!

Alla luce di una tale gestione delle piscine comunali, il M5S ha richiesto anche che venisse stilato un regolamento unico per le piscine, visto che al momento ciascun gestore gode di totale autonomia, finendo inevitabilmente di rischiare l’esclusione e la chiusura delle altre società sportive che non godono della benevolenza del Comune. La risposta ricevuta non può che lasciarci insoddisfatti, dato che è stato stabilito che ciascun gestore si debba dotare di un suo autonomo regolamento (poi controllato dal Comune!). È del tutto evidente che questo favorisca una situazione di oligopolio da parte delle società di gestione le quali, al momento, non si sono dimostrate degli esempi di puntualità nell’adempimento degli impegni assunti in sede di bando.

Questa situazione è indubbiamente frutto di una gestione superficiale dei beni pubblici che ha portato all’assegnazione di bandi senza alcun controllo preventivo sull’affidabilità degli aggiudicatari nè tantomeno sulla fattibilità del progetto presentato.

A fare le spese di tutto ciò sono i cittadini, che pagano doppiamente, prima come contribuenti, dato che i loro soldi vengono costantemente posti a garanzia delle inefficienze delle società di gestione, che come fruitori di strutture gestite fuori dalla comune concorrenza, pagando canoni imposti dai gestori che godono di una posizione dominante sul mercato.

Una tale situazione è tollerata e persino avvallata dall’Amministrazione comunale che, per assurdo, si propone di rendere Pesaro la Città dello Sport, mettendo però a rischio la diffusione quanto più capillare di una cultura dello sport, che si fondi su parametri di trasparenza e di libera concorrenza tra le discipline.

È giunto il momento di chiedersi quando verrà annunciato un nuovo bando e se, almeno in questa occasione, il Comune saprà preoccuparsi dell’affidabilità delle promesse formulate dai concorrenti.

 

Bassi,Remedi,Demidio,Alessandrini, Pazzaglia

Consigliere Comunale

MoVimento 5 Stelle Pesaro