/ aprile 19, 2016/ Cultura, Giustizia, Politica

Qualche considerazione sulle vicende occorse in questi giorni al senato e che hanno investito, che ci piaccia o no, tutto il MoVimento 5 Stelle.
Ciò su cui vorrei rifletteste è cosa cambierebbe con o senza il ricorso al famigerato “canguro”, quali voti verrebbero a mancare.
I voti deL MoVimento 5 Stelle Senato di certo no: c’è una votazione online che chiede una regolamentazione delle unioni omosessuali, non hanno presentato emendamenti al testo e l’unico punto su cui viene lasciata libertà di coscienza è la stepchild adoption, quell’estensione della genitorialità al figlio del partner prevista dall’art. 5 del DDL Cirinnà.
Ma anche su questo c’è poco da dire, visto che tutti i senatori del Movimento 5 Stelle hanno reso ufficiali le proprie intenzioni di voto e la grande maggioranza si è detta favorevole all’istituto della stepchild, proprio per via della sua ragion d’essere: la tutela del minore.
E quindi? Quali sono i voti che mancherebbero affinché tutto il DDL Cirinnà venga approvato?
Sono i voti del PD, signori.
Il partito al governo, lo stesso partito che propone la legge e che ha nel programma elettorale l’approvazione delle unioni civili.
E questo perché il PD non ha la forza di opporsi ai voti segreti, chiesti a gran voce dal Presidente della CEI, il Monsignor Bagnasco.
 
E perché, al suo interno, il Partito Democratico ha una serie di senatori in aperto dissenso con questo disegno di legge, con buona pace del programma elettorale.
Con queste premesse, l’unico modo che il PD avrebbe per approvare la legge è facendo affidamento sui voti del M5S, che non gli sono mai stati negati, nonostante tutte le illazioni sentite in questi giorni.
Ma se si vuole fare una legge con il M5S si deve stare alle regole del M5S e non pretendere che sia lui a venire meno alle proprie regole.
Per questo, offrire come unico punto d’intesa l’approvazione del canguro di Martucci è un vero e proprio ricatto nel confronti del Movimento 5 Stelle.
Il canguro è una pratica che altera le prerogative parlamentari e intacca i diritti delle minoranze rappresentate in parlamento. Lo è in ogni caso, sia nel caso in cui venga applicato alla Riforma Costituzionale sia nel caso in cui venga applicato al DDL Cirinnà. 
Eppure, per DDL Cirinnà si levano urla da ogni lato che inneggiano al prevalere della sostanza sulla forma. “Il fine giustifica i mezzi”, diceva qualcuno, o, più semplicemente, questa volta è più giusto delle altre.
Purtroppo non è così.
Ogni volta che una forza politica propone il ricorso al canguro, lo fa nella convinzione che sia per un fine ultimo superiore, lo faceva Berlusconi nel 2009, incassando il diniego di Fini e la dura opposizione del PD e lo ha fatto il Ministro Boschi in sede di approvazione della sua riforma costituzionale.
Chiunque ricorra al canguro è convinto che bypassare il dissenso e le minoranze sia necessario per un fine ultimo superiore.
Il punto fondamentale è che la tutela delle minoranze, siano esse tra gruppi parlamentari o semplicemente tra i cittadini, è uno dei principi fondanti il nostro ordinamento, su cui si basa il vivere democratico della nostra Repubblica.
È per questi motivi che il canguro è irricevibile per il Movimento 5 Stelle, perché le regole democratiche non esistono finché non c’è un fine ultimo e superiore, esistono sempre e vanno messe al servizio del fine ultimo e superiore.
 
Nel merito della questione, credo, così come i miei colleghi al Senato, che i diritti della comunità LGBT siano sacrosanti e che la loro tutela vada a ricondursi direttamente agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Gli stessi articoli da cui la dottrina trae il rango costituzionale della tutela di tutte le minoranze, siano esse etniche, religiose o politiche.
Perciò, in realtà, nulla è cambiato in seno al Movimento 5 stelle, accusato di essere un voltagabbana.
Nessuno farà mancare il sostegno al DDL Cirinnà perché è questo l’intento espresso dalla rete e garantito dai rappresentanti in parlamento. 
Semplicemente, cito Paola Taverna riportata dal Corriere questa mattina, “Io le cosette che nun so’ democratiche nun le voto! Io nell’incostituzionale nun ce scivolo!”. Perché non è violando i principi costituzionali che riconosceremo tutela alle minoranze LGBT, perché non crediamo che la Costituzione sia un baluardo antico ed aggirabile a piacere.
La Costituzione è l’ultima difesa di tutti i cittadini della Repubblica e noi la tuteleremo.
Questa mattina, sul Corriere della Sera, Monica Cirinnà dice che a fregarla sono stati i renziani, i fedelissimi del premier rimasti delusi dal recente rimpasto di governo. Perché si aspettavano una presidenza, un sottosegretariato,… insomma pare che la redistribuzione delle poltrone abbia lasciato molti delusi, dentro al PD, al punto che ora si preferisca giocare con la vita delle persone e con i loro diritti per farla pagare al premier. 
Ma non c’è da temere, quelle poltrone il Bomba le ha sapientemente elargite ad Alfano e ai suoi, così ora potrà serenamente andarci a fare una legge che tuteli le unioni civili, poco e male, evitando di dover sottostare alle regole del Movimento 5 Stelle.
Potete continuare a criticarci, noi continueremo a difendere la Costituzione e le prerogative democratiche, e lo faremo per il bene di tutti, sostenitori e non.
Perché la Costituzione è di tutti.

Andrea Cecconi 

 

Deputato M5S