/ maggio 16, 2016/ Economia, Politica, Sanità, Urbanistica

A cosa serve il nuovo ospedale unico? A migliorare il servizio sanitario o a soddisfare l’avidità dei soliti noti? A noi cittadini spetta la mobilitazione!

Non ci stupiamo dell’assenza del governatore delle Marche Ceriscioli e dei sindaci maggiormente coinvolti nella vicenda “ospedale unico” opportunamente invitati alla serata fanese dedicata all’ospedale unico e ai rischi del project financing di venerdì 6 maggio, ma un folto pubblico ha onorato la presenza dl un grande esperto di appalti pubblici, l’ingegner Ivan Cicconi.

Una serata meravigliosa che ha diradato la nebbia sull’argomento e che ha chiarito tutti i passaggi tecnico-normativi che accompagnerebbero l’appalto per la costruzione del nuovo ospedale unico, alla luce anche delle recentissime norme per gli appalti pubblici.

Forse la parte più illuminante non è stata quella dedicata alle procedure, ma quella in cui il relatore Cicconi, spogliandosi forse della veste tecnica per indossare gli abiti del semplice cittadino che si pone domande, ha fatto comprendere al pubblico presente che l’ospedale unico è la sola soluzione che interessa a chi, dietro questa scelta, ricava i maggiori utili: gli ISTITUTI BANCARI.

Sono questi infatti che, grazie alle diverse forme di parteniarato pubblico-privato (che comprendono anche il leasingultimo finanziamento ipotizzato per il “nostro” ospedale unico, a superamento dell’impossibilità di utilizzo del project financing) fanno i maggiori guadagni, ma, e qui risiede il passaggio più esaustivo, solo ed esclusivamente attraverso la realizzazione di nuove e grandi opere.

Secondo questa logica la proposta di “buon senso” e, a nostro parere, di facciata, di Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro, di localizzare il nosocomio a Muraglia, dove già esisterebbe parte della struttura ospedaliera, non sarebbe conveniente per chi trae profitto da queste operazioni, mentre, per assurdo, Chiaruccia, Case Bruciate e Fosso Sejore (a questo punto la più probabile per giustificare l’opera “unica”) avrebbero il requisito più importante: la necessità di costruire ex novo una struttura di dimensioni notevoli.

Non solo la soluzione finale prospettata di leasing attuerebbe di fatto una privatizzazione della sanità delle alte specializzazioni, ma l’istituto di credito che finanzierà l’opera e la INSO che la gestirà diverranno praticamente proprietari della stessa per tutta la durata del contratto di locazione. Infine il contratto di locazione aumenterà i costi rispetto alla finanza di progetto aggiungendovi interessi e il riscatto finale dell’opera.

Non dovrebbe essere più tanto difficile ora capire nè il tipo di logiche che si consumano dietro progetti di questo genere, nè il perché personaggi politici “scelti” a ricoprire importanti cariche e occupare poltrone di rilievo non abbiano MAI, ma proprio MAI, preso in considerazione la possibilità di efficientare le strutture ospedaliere esistenti.

E’ proprio vero che, se segui il denaro trovi l’ape regina degli interessi e non è certo cosa nuova che la lobby più potente al mondo sia proprio quella bancaria e finanziaria.

 

 

Ora a noi cittadini di ogni appartenenza politica non resta che una grande partecipazione a tutte le future manifestazioni contro quest’opera scellerata, prima fra tutte quella del 15 maggio p.v., con la speranza che la nostra massiccia mobilitazione possa in qualche modo sensibilizzare i poteri forti che controllano la politica che, sino ad ora, ha sempre dimostrato la sua spiccata “dote” di non poter uscire fuori dalle logiche che tendono a soddisfare maggiormente le richieste dei “potenti” anziché quelle legittime dei cittadini che gli stessi politici dovrebbero doverosamente rappresentare.

MoVimento 5 Stelle Pesaro