/ settembre 28, 2017/ M5S-Pesaro

Basta con questa finta Unione Pian del Bruscolo: ora lo chiediamo alla magistratura se è lecito.

Basta con questa presa in giro dell’Unione a 8, a 7, a 6, a non si sa cosa.
Una finta unione Pian del Bruscolo che vuole far credere di avere servizi comunali in gestione unificata.
E’ ora di dire la verità: il PD ha fatto l’ennesima operazione Bancomat a discapito di cittadini ignari e la usa a suo uso e consumo.

L’ultimo grido lo lanciano i piccoli comuni in questi ultimi mesi tirati per il collo dentro un ente locale cosiddetto di secondo livello, con tanto di costi ulteriori da sopportare, dove Pesaro con 98000 abitanti ovviamente comanda su tutti. Un ente in più fatto per fingere di gestire insieme dei servizi per i cittadini e prendere invece soldi pubblici per coprire buchi antichi fatti da altri e non certo dagli ultimi arrivati. Un ente più esteso per permettere a Ricci di continuare a dire che questo è un Grande Comune, il più grande del territorio e a Ucchielli di coprire un po’ di buchi di questa antica unione.

L’Unione Pian del Bruscolo, già esistente da tempo tra i comuni di Vallefoglia, Tavullia, Monteciccardo e Montelabbate, è stata sottoposta in questo ultimo anno ad una revisione obbligata imposta dal PD a cui ben presto si sono sottratti Monteciccardo e Montelabbate (che uscirà definitivamente a gennaio 2018) facendo entrare i Comuni di Pesaro, Mombaroccio, Gradara e Gabicce Mare, questi ultimi praticamente senza unire nessun servizio. Un esempio su tutti: una parte del coordinamento della protezione civile (servizio che non si può delegare per legge) è quanto hanno inserito Gradara e Gabicce Mare e questo non è certo una gestione di servizi unificata.

Difficile credere che il tutto sia lecito, ma ciò che è caoticamente accaduto senza mai spiegare nulla ai cittadini, è che sulla carta ci si dovrebbe comportare come comuni uniti per certi servizi ma nella realtà i servizi non sono uniti.
Ogni comune può portare ciò che vuole per Statuto addirittura, e ogni consigliere rappresentante del suo comune poi si ritrova seduto a votare anche la gestione dei servizi degli altri. Per esempio perché Gabicce Mare o Gradara che non hanno neanche unito servizi, votano il bilancio di una Unione che ha dentro capitali in gestione, come la piscina, l’asilo e la sede dell’unione stessa?

Il TUEL art.32 comma 6, che è la legge principale di riferimento per la costituzione e gestione di Unioni dei Comuni afferma a chiare lettere “Lo statuto individua le funzioni svolte dall’unione e le corrispondenti risorse”. Questo statuto offre invece a tutti la possibilità di portare ciò che si vuole, acquisendo così anche il diritto di stare a sedere allo stesso titolo nell’assemblea consigliare. Per non parlare delle minoranze che a suo tempo anche con l’Unione San Bartolo, aperta e chiusa in pochi mesi, sono state contestate per la mancata rappresentanza con tanto di Parere positivo all’esposto da parte del Ministero e qui ovviamente di nuovo non considerate.

Altra questione davvero interessante nel caos imperante è la finta delega di servizi all’ente Pian Del Bruscolo, che è già gestita in convenzione fuori dall’Unione tra enti diversi; un esempio può essere il SUAP, già fuori convenzionato tra comuni di Pesaro, Gabicce Mare, Gradara, e Pian del Bruscolo stessa, ora addirittura in ordine del giorno ai prossimi consigli comunali degli stessi per una ulteriore proroga di ben due anni!
Questo vale anche per l’Informatica, o la polizia municipale per chi ha deciso di farlo ecc.

Eccovi l’Unione di servizi a geometria variabile che addirittura varia gli stessi servizi anche una volta scritto un atto di conferimento dello stesso, sospendendo quando vuole l’avvio e indicando addirittura che la data di avvio del conferimento sarà poi decisa in modo esclusivo dalla Giunta esautorando così i consigli comunali.

La ciliegina sulla torta è certamente il costo di funzionamento che ogni ente presente deve sostenere secondo un criterio di riparto dei costi già esistenti dell’Unione Pian Del Bruscolo funzionante da tempo, e su una quota stimata oggi in circa 400.000 € l’anno che dipenderà ovviamente da quanti resteranno i comuni presenti e andrà aumentando appena uscirà anche Montelabbate.
Così Gabicce Mare, Gradara e Mombaroccio per esempio che sono comuni piccolissimi si ritroveranno a pagare probabilmente tra 15.000 e 20.000 € annui per ottenere cosa? Un pezzo di coordinamento della protezione civile che costa forse 2000 o 3000 € annui?

Ma il problema per Ricci e gli amici non c’è, tanto questi soldi in parte arriveranno in Unione grazie all’incentivo Statale, secondo lui, come se questi non fossero soldi delle nostre tasse!
Faremo un esposto per denunciare questa situazione che è al limite della legittimità e addirittura assomiglia molto ad una operazione economica ai danni dello Stato.
Sarebbe davvero ora che intervenissero le autorità competenti senza neanche che ci muovessimo noi in questo modo, e speriamo che leggendo lo facciano.

I gruppi consigliari del M5S dei comuni presenti in Unione Pian del Bruscolo, Pesaro, Gabicce Mare, Gradara, Tavullia, Vallefoglia, Montelabbate

Foto articolo Corriere Adriatico 28.9.2017