/ agosto 5, 2018/ M5S-Pesaro

Una scelta sbagliata nel metodo e nel merito: è questa la posizione sull’ospedale provinciale a Muraglia del M5S di Pesaro.

Ci risiamo: riparte la grande illusione sulla panacea che risolverebbe tutti i mali della nostra sanità, si riparte con il progetto di nuovi muri e per di più a costi che non possiamo più permetterci.

Forse pochi ricordano che il progetto di un ospedale unico è nato quasi 10 anni fa, in nome di un accordo con il Ministero delle Finanze che sembrava garantire la gran parte dei fondi pubblici necessari.

Ma quei fondi non sono mai arrivati, e dal 2014 la politica pesarese e regionale a guida PD ha continuato ostinatamente a riproporre la presunta necessità di un’opera pubblica costosissima che per esistere dovrà obbligatoriamente ricorrere ad un indebitamento pluridecennale.

Pochi ricordano che l’attuale presidente di Regione e assessore alla sanità quando era sindaco di Pesaro aveva addirittura dato il suo benestare alla localizzazione a Fosso Sejore.
In quel caso vennero ignorate le raccomandazioni dello studio regionale del 2011 che consigliava un’analisi dettagliata costi-benefici prima della scelta definitiva dell’area che considerasse non solo i costi dell’opera ma anche quelli per le opere di adeguamento, come le strade necessarie a raggiungerla o la messa in sicurezza idrogeologica.

Sempre la Regione di fatto ha scelto Muraglia, ignorando questa volta lo studio di fattibilità realizzato a luglio 2014 dall’Azienda Marche Nord che di quell’area evidenziava le problematiche idrogeologiche, l’insufficienza dimensionale e gli alti costi di costruzione dei fabbricati sia per la forma del terreno sia per le necessarie e costose opere di regimentazione di acque e di consolidamento del versante.

Per non parlare delle tecniche di finanziamento: in consiglio comunale ci siamo sentiti dire che il project financing non andava contrastato in maniera ideologica e bisognava conoscerlo, come se tutti i dettagli di questa tecnica non fossero già ben descritti dal codice degli appalti, e come se tutti i rischi di quando viene applicata all’edilizia sanitaria non fossero già stati altrettanto ben descritti da esperti di chiara fama venuti ben 3 volte a Fano e a Pesaro dal 2013 all 2016 a spiegarli.

Ma se la Regione tira dritto anche noi non ci fermiamo, e percorreremo tutte le strade possibili per conoscere e far conoscere ai cittadini tutti i dettagli del progetto e dei suoi costi prima che il percorso amministrativo diventi irreversibile.

Spiegheremo naturalmente anche le possibili alternative perché nel nostro programma non c’è e non ci sarà mai un progetto che tra l’altro comporta l’assurdo depotenziamento dell’ospedale di Fano e, quale sorta di compensazione alla città, la costruzione di una clinica privata a Chiaruccia con posti letto convenzionati, con buona pace della riduzione della frammentazione ospedaliera in nome della quale il nostro territorio provinciale ha perso tre ospedali dell’entroterra, con tutti i disagi per le popolazioni e per lo stesso San Salvatore che già da anni deve sopperire all’aumento delle prestazioni richieste.

Per noi il modello di assistenza ospedaliera è del tutto diverso, perché basato su di una rete di presidi PUBBLICI articolati su più sedi e vicina ai cittadini, sulla tecnologia, sulla qualità dei medici e sul potenziamento del personale.

Silvia D’Emidio
Portavoce M5S Pesaro

Foto articolo Corriere Adriatico 5.8.2018