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DEMOCRAZIA DIRETTA

Più democrazia per Pesaro. Cittadinanza attiva e partecipazione diretta dei cittadini alla vita della città sono espressione di una comunità viva. I cittadini chiedono di partecipare ed impegnarsi, un desiderio crescente di essere protagonisti dei processi decisionali che vanno affrontati sul piano politico. Questo bisogno di essere ascoltati e di poter influire porta i cittadini a rivendicare più partecipazione diretta. Con più partecipazione dei cittadini si rafforza la legittimazione delle decisioni. Se il sovrano, cioè i cittadini, decidono in prima persona, la legittimazione è al suo massimo, perché in una democrazia la collettività dei cittadini è il soggetto politico supremo. In breve: Il cittadino sovrano è artefice del proprio destino. Attraverso la partecipazione dei cittadini aumenta la qualità della democrazia. Più partecipazione porta anche ad una maggiore integrazione sociale. Gruppi lontani dalla politica e cittadini singoli che si sentono esclusi, possono essere coinvolti.

Una democrazia più moderna

Benché a livello dei media conti sempre la forza e l’efficacia dei governanti, la governabilità, la vera forza della democrazia, risiede nel processo, al quale devono poter partecipare tutti.

Consiglio comunale aperto

Si tratta di un Consiglio Comunale in cui i cittadini hanno facoltà di parlare e di essere ascoltati. Le decisioni poi vengono prese dai Consiglieri Comunali, ma è comunque uno strumento di partecipazione molto forte e con esiti non sempre scontati.

  • Può essere convocato dal Sindaco, da un certo numero di Consiglieri (esempio 1/3) o da un comitato di cittadini con raccolta di firme, su un determinato tema;
  • Permette ai cittadini di prendere la parola. Tutti, consiglieri e cittadini, hanno uguale tempo, per parlare;
  • Le proposte emerse vengono votate dai Consiglieri come nei normali Consigli Comunali;
  • Viene svolto in locali sufficientemente grandi per accogliere i cittadini e non nella sede dell’abituale Consiglio comunale.

Istruttoria pubblica

Garantire un’informazione il più possibile completa sulle questioni di interesse pubblico, fa parte dei compiti istituzionali dell’amministrazione comunale. L’Istruttoria Pubblica è l’opportunità di un confronto pubblico, tra cittadini e Amministrazione Comunale, riguardante la formazione di atti prima dell’adozione del provvedimento finale. L’istruttoria viene indetta dal Sindaco, dalla Giunta, dai Capigruppo Consiliari e dai cittadini stessi mediante raccolta di firme. Si svolge nella forma di pubblico contraddittorio, a cui possono partecipare, ad esempio tramite un esperto di parte, associazioni, comitati, gruppi di cittadini portatori di un interesse diffuso.

Istanze e petizioni di iniziativa popolare

Presentare istanze e petizioni è un antico diritto democratico dei cittadini. Si tratta di una comunicazione al Sindaco o ad un altro organo del Comune volta ad affrontare una questione di interesse pubblico. Chi presenta una petizione ha anche il diritto di ricevere una risposta.

La Giornata della Democrazia

“Porta la tua proposta per migliorare la città”. La “Giornata della Democrazia” è un’intera giornata di Democrazia Diretta che utilizza vari metodi partecipativi, miscelati tra di loro in modo da far discutere liberamente un grande numero di partecipanti, far emergere le proposte più condivise, discuterle approfonditamente e infine farle votare da tutta l’assemblea.

E-Government: la partecipazione elettronica

L’E-Government, la comunicazione telematica fra cittadini e amministrazione, è già diventata prassi quotidiana per una gran parte dell’amministrazione pubblica e viene continuamente ampliata e perfezionata. La rete e tutte le possibilità legate a Internet devono essere impiegate anche ai fini della partecipazione dei cittadini alla politica. Internet è già da tempo l’infrastruttura primaria per informazione e comunicazione di base. La Rete non soppianta le forme di deliberazione tradizionali, ma facilita molti processi. In tal modo, almeno virtualmente, si accorciano notevolmente le distanze fra i semplici cittadini e i rappresentanti politici eletti. Alcuni esempi: Forum, Appuntamenti online con i politici, Petizioni online, Raccolta di firme elettroniche per e-voting, ecc.

Bilancio partecipativo

Coinvolgere i cittadini nella governance locale. Per Bilancio Partecipativo si intende una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della propria città consistente nell’assegnare una quota di bilancio dell’Ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni per modificarle a proprio beneficio. Il bilancio partecipativo permette ai cittadini di presentare le loro necessità ed esporre le problematiche locali, di valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente, di indirizzare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare.
Possono cioè partecipare alla previsione di investimento, influenzare le scelte e priorità politiche e quindi “decidere” attivamente le politiche future. Il Bilancio Partecipativo quindi è uno strumento propedeutico e di supporto al Bilancio Preventivo, in quanto, tramite il processo di partecipazione, la comunità può far recepire all’ente locale alcune necessità più rilevanti rispetto ad altre, sarà poi compito dell’amministrazione che, preso atto di queste necessità, studierà le risorse finanziarie inserite nel Bilancio Preventivo e deciderà le eventuali variazioni di risorse, da un progetto ad un altro. Questo percorso di partecipazione è supportato dalla comunicazione e dall’uso di strumenti per informare, coinvolgere e per raccogliere le idee e i suggerimenti della cittadinanza. È un esempio pratico di democrazia partecipativa e diretta, e ne diventa uno strumento indispensabile, dato che l’attuabilità di politiche e la fattibilità di interventi sul territorio sono determinati dalla copertura finanziaria e dalla possibilità di effettuare investimenti economici. I principali obiettivi che il bilancio partecipativo persegue sono:

  • Facilitare il confronto con la cittadinanza e promuovere scelte e decisioni condivise.
  • Rispondere in modo più efficace, alle necessità dei cittadini.
  • Assicurare una maggiore corrispondenza tra bisogni da soddisfare e risorse disponibili.
  • Coinvolgere i cittadini nel processo nella gestione pubblica attraverso forme di democrazia diretta.
  • Ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Un processo partecipativo al bilancio pubblico può essere suddiviso in tre macro-fasi:

  • Informazione e comunicazione: si pianifica la comunicazione verso i cittadini, si predispongono gli strumenti (sito web, social network, forum, campagna di comunicazione, pubblicazioni, depliant, ecc.) e si informa la cittadinanza sull’iniziativa e sulle modalità di svolgimento.
  • Consultazione e partecipazione: si attiva il processo di consultazione e di partecipazione, si organizzano e realizzano gli incontri, si gestiscono gli strumenti e i momenti di partecipazione.
  • Valutazione, definizione e diffusione: l’amministrazione valuta la fattibilità delle proposte e decisioni raccolte, definisce il bilancio e ne informa la cittadinanza.

Nella sua forma più semplice un BP si esaurisce in quattro semplici passaggi: i cittadini in due assemblee civiche successive propongono progetti, li discutono, formano una graduatoria secondo priorità e consegnano il risultato finale al Consiglio comunale e al Sindaco. Non può mancare una fase intermedia di verifica riguardo alla fattibilità tecnico-finanziaria delle proposte.

  • Preparazione: vengono definiti regole, criteri. Si organizzano incontri con i rappresentanti delle associazioni, dei Consigli di quartiere, dei partiti e della società civile in generale per definire le linee guida del percorso, le modalità di svolgimento, la parte del bilancio comunale soggetto al metodo partecipativo.
  • Partecipazione: I cittadini partecipano direttamente (assemblee) o indirettamente (posta, Internet).
  • Realizzazione: Il BP, scaturito dall‘integrazione delle proposte dei cittadini e dalla matrice del bilancio di previsione generale, viene deliberato dal Consiglio comunale e nell‘anno successivo attuato sotto la responsabilità della Giunta comunale.
  • Rendicontazione e controllo: Il sindaco e/o giunta comunale, rendono conto della realizzazione del BP a conclusione dell‘anno di esercizio oggetto del BP. In questa fase i cittadini vanno informati sui risultati dei progetti e sulle misure da essi proposte.

Le valutazioni e le proposte dei cittadini generalmente non riguardano l’intero bilancio, ma una parte del budget dell’ente, uno o più capitoli di spesa del bilancio che interessano direttamente la cittadinanza come per esempio i trasporti locali o le politiche culturali e sociali. Nella retorica e nei programmi politici la richiesta diffusa di più partecipazione alla politica a tutti i livelli ha trovato ampia risonanza. Stenta invece a tradursi in strumenti e procedure di partecipazione, che vanno a loro volta tradotti in diritti codificati dei cittadini.

SPORT E SALUTE

Lo sport rappresenta da sempre una forma ludica di forte educazione della persona nella sua completezza fisica, mentale e psichica. Nella competizione sportiva si sperimenta fin da giovani la competizione nella vita dove ognuno è chiamato a scrivere il suo pezzo di storia sotto le leggi dello Stato in cui vive. C’è una legge fondamentale che si ripete nella ricerca della felicità dove si contrappongono sacrificio e felicità che a seconda di chi di loro venga prima rovescia totalmente il risultato, fa parte della vita ma fa parte anche dello sport. Prendiamo in considerazione un atleta che prima delle gare gozzoviglia e si diverte ma quando va alle gare perde. Da quel momento gli resta solo il ricordo della sconfitta perché la felicità l’ha bruciata prima. Prendiamo invece il caso contrario di un atleta che si sacrifica negli allenamenti va alle gare e vince. Da quel momento gli resterà per sempre la felicità di quella vittoria. Anche il primo caso si può risolvere purché si abbia l’umiltà di ammettere l’errore e ricominciare seguendo l’altra via. Queste sono le basi per capire che ogni sport che comporti rinuncia per aver successo sarà da noi ben accetto e incentivato. Più dettagliatamente sarà nostra cura tutelare e promuovere tutti gli sport senza alcuna distinzione. Particolare attenzione sarà rivolta al monitoraggio, manutenzione intelligente e ove sia necessario alla ristrutturazione delle strutture sportive cittadine. Infine poniamo l’attenzione sull’educazione sportiva per tutte le fasce di età allo scopo finale di porre lo Sport come fonte di benessere e salute per tutta la città.

SKATENA LA BICI

Il progetto propone la chiusura temporanea di alcune strade per dedicarle solo alle biciclette. Skatena la bici è un progetto che punta alla socializzazione e alla libertà di muoversi rispettando l’ambiente. Disincentivazione dell’uso dell’automobile, divertimento, educazione al benessere e richiamo turistico diventano i principali obiettivi di un progetto da attuarsi nei mesi primaverili e autunnali.

RETE SOCIALE

Il concetto di Rete Sociale sottende due tipi di reti: una interna a tutti i servizi alla persona presenti sul territorio comunale, istituzionali e non; l’altra è la rete con tutte le attività non strettamente sociali ma connesse e implicate di conseguenza (Politiche economiche, Sanità, Ambiente, Sicurezza e Politiche Educative).

Contesto: Nel Comune di Pesaro convivono, come ovunque, persone e famiglie in condizioni molto diverse tra loro. L’attenzione dei Servizi Sociali deve per sua natura rivolgersi alle frange marginali della società, intese come le minoranze in difficoltà economica e i soggetti svantaggiati per vari motivi in via prioritaria. Secondariamente esistono altre forme di disagio anche laddove non c’è grave difficoltà economica o netta emarginazione sociale (difficoltà sommerse). I dati numerici di queste situazioni sono difficilmente reperibili per ovvi motivi (rispetto della privacy e sfiducia degli utenti nei confronti delle istituzioni). Già a partire dal contesto, è possibile formulare una proposta utile ad ottimizzare la funzione dei Servizi Sociali: ovvero un monitoraggio puntuale della situazione, con la collaborazione di Caritas e delle altre realtà di volontariato del territorio che raccolgono ogni giorno richieste di aiuto.

Motivi del disagio sociale: disoccupazione o precarietà del lavoro, emergenza abitativa, disgregazioni familiari, anziani non autosufficienti o figli disabili a carico, convivenza con soggetti con grave disagio psichico, immigrazione senza inserimento fattivo, dipendenze patologiche. Questo quadro già fa emergere una evidenza: i Servizi Sociali non possono prescindere dal dialogo con tutti gli altri servizi alla persona sul territorio (sanità, Dipartimento Dipendenze Patologiche DPP, Dipartimento Salute Mentale DSM, associazioni di volontariato socio sanitario). Ma non basta il dialogo, occorre che il Comune, attraverso i Servizi Sociali, istituisca un osservatorio permanente che faccia da punto di raccordo e di coordinamento tra tutti gli attori del sociale, in modo tale che ogni cittadino, da qualunque punto di accesso, abbia una risposta adeguata ai suoi reali bisogni. “In dieci anni è raddoppiata la percentuale di italiani che si rivolgono ai centri d’ascolto della Caritas nelle Marche e anche il numero dei senza fissa dimora. Lo dice il dossier 2017 della Caritas diocesana delle Marche presentato ad Ancona. Lo scorso anno sono state 11.167 le persone incrociate negli 83 Centri d’ascolto (51,8% donne) con un aumento del 6,3% rispetto al 2010. Sei su dieci sono stranieri ma il numero di italiani (4.321) è passato dal 19,8% del 2009 al 38,7% (+2.395 persone); gli stranieri diminuiscono di 863 unità (da 7.564 a 6.701). Quanto ai senza fissa dimora, dagli 820 del 2010 sono arrivati a 1.596 nel 2017 (37,4% italiani). La disoccupazione resta la prima causa della povertà. Nello sviluppare questa “rete sociale”, abbiamo elaborato alcune proposte.

Lotta alla disoccupazione:il Reddito di Cittadinanza offre già una alternativa al REI, reddito di inclusione (che si è rivelato insufficiente e non risolutivo), riconoscendo da un lato una soglia di reddito più alta per garantire a tutti una vita dignitosa, dall’altro raccordandosi con i Centri per l’Impiego per favorire il ricollocamento dei disoccupati nel mondo del lavoro. Ma l’offerta di lavoro è sufficiente a soddisfare tutte le domande? Si può implementare l’occupazione ai fini di un risultato efficace a lungo termine? In questo senso le politiche sociali si intrecciano con quelle economiche, industriali, artigianali e di PMI con particolare attenzione al settore del turismo. Politiche di incentivazione del turismo pesarese a tutti i livelli, da quello culturale a quello ricreativo e stagionale, aiuti alle start up innovative, incentivi all’artigianato caratteristico della città, agevolazioni in favore delle aziende che assumono attingendo dai beneficiari del RDC , accordi con le società partecipate e con le cooperative che forniscono servizi in appalto al Comune per l’assunzione di una quota di soggetti svantaggiati,  sono tutte azioni volte a creare occupazione stabile e di conseguenza ad ottimizzare le risorse economiche a disposizione in un’ottica lungimirante e risolutiva per la persona.

Contenimento emergenza abitativa: nel nostro territorio comunale non mancano gli alloggi, manca una corretta gestione degli stessi. Per quanto riguarda il privato, manca una tutela del proprietario immobiliare, che di fronte ad una morosità prolungata e incolpevole non ha altro strumento che lo sfratto esecutivo senza possibilità di recuperare i danni economici. Questo spinge a richiedere, in sede di contrattazione per l’affitto, anticipi ingenti, garanzie fideiussorie e contratti di lavoro a tempo indeterminato. Anche chi fosse in grado di pagare ma non di fornire tali garanzie non trova alloggio, così come tanti proprietari di seconda casa preferiscono lasciarla sfitta piuttosto che correre il rischio di affittarla a persone che saranno solo fonte di problemi qualora il contratto non venisse rispettato. Il Comune può in questo senso farsi garante per chi non può fornire le garanzie richieste, in via preventiva, assicurando da un lato che in caso di difficoltà a pagare l’affitto per un mese interverrà direttamente con un contributo, dall’altro garantendo che in caso di morosità prolungata (oltre tre mesi) si impegna a trovare sistemazione alla persona o alla famiglia per vie proprie, arginando il margine di danno per il proprietario.Ma come può il Comune garantire altra sistemazione agli inquilini morosi? Qui entrano in campo gli alloggi sociali, distinti in case popolari (a gestione ERAP con graduatorie e requisiti di accesso) e alloggi parcheggio (alloggi di proprietà comunale a gestione diretta da parte dei Servizi Sociali).È da ricercarsi una ottimizzazione e ristrutturazione degli immobili individuati come alloggi parcheggio Con le dovute verifiche sulla permanenza dei requisiti e con soluzioni alternative sul libero mercato per chi ormai ha superato la fase di emergenza, si possono liberare risorse per le vere emergenze attuali. Ogni persona o nucleo familiare che avrà accesso ad un alloggio parcheggio, deve essere monitorato costantemente e accompagnato all’autonomia con ogni mezzo, così gli alloggi resteranno a disposizione per le emergenze immediate ma soprattutto sarà cura dei Servizi Sociali del Comune mettere in campo tutte le strategie per rendere la permanenza in alloggio parcheggio il più breve possibile (inserimento nelle liste case popolari, indicazioni per la ricerca del lavoro in collaborazione con i Centri per l’Impiego, agevolazione della ricerca di alloggio sul libero mercato con le garanzie di cui sopra). Una ultima nota sugli immobili inutilizzati di proprietà del Comune: con la ricerca di fondi sulla base di progetti specifici e ben strutturati, potrebbero essere restituiti alla comunità come Co-housing sociale.

PROGETTO DI CO-HOUSING SOCIALE

  • Risorse strutturali: immobili di proprietà del Comune
  • Risorse economiche: bandi europei
  • Beneficiari: padri separati, anziani soli, giovani in trasferta per studio o lavoro, soggetti svantaggiati ma con un minimo di risorse personali, famiglie in difficoltà, immigrati in fase di inserimento sociale.
  • Obiettivi: favorire una convivenza costruttiva e di reciproco aiuto sul modello del buon vicinato ormai perduto; attivazione delle risorse personali che non si esprimono solo nel successo sociale, ma anche e soprattutto nelle relazioni autentiche; agevolare percorsi spontanei e creativi di solidarietà (accudimento di un anziano, baby-sitting e aiuto nei compiti, scambio di conoscenze e competenze)
  • Gestione: autogestione con un monitoraggio periodico a cura dei Servizi Sociali del Comune
  • Mantenimento: saranno stabiliti dei canoni di affitto simbolici in proporzione al reddito di ogni utente o famiglia (ISEE) per coprire le spese di manutenzione in carico al Comune; le utenze saranno a carico dei beneficiari con le dovute agevolazioni sempre in base all’ISEE.
  • Condizioni di accesso: tutti gli utenti dovranno sottoscrivere un regolamento che comprenderà, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente per un contratto di affitto, clausole precise sulle norme di civile convivenza, pena il decadimento del diritto e la conseguente perdita dell’alloggio.
  • Supporto in seguito a disgregazioni familiari: supporto ai padri separati e alle madri sole con figli a carico e senza assegno di mantenimento in termini di sostegno alle spese (vedi progetto Pisaurum e social market)

Tutela anziani non autosufficienti e/o disabili a carico: questo campo dipende in larga misura dall’ASUR che fa riferimento alla Regione Marche per quanto riguarda i casi più gravi e che necessiterebbero di ricovero in apposite strutture (Delibera Giunta Regionale DGR 1331/2014), ma a livello comunale è possibile mettere in campo misure di sollievo per le famiglie in difficoltà attraverso: un sistema integrato di assistenza domiciliare collegato al RDC e ai Centri per l’Impiego, incrementando l’occupazione di cui al punto 1, sostegno economico alle realtà di volontariato che si occupano di anziani e disabili con centri diurni gratuiti per l’utenza (sollievo e tempo libero) attraverso apposite convenzioni e precisi rendiconti sull’attività svolta e numero utenti presi in carico. Un cenno alla priorità dell’abbattimento delle barriere architettoniche in tutti i luoghi pubblici, ancora oggi vergognosamente presenti in luoghi di imprescindibile accesso a tutti, compresi uffici pubblici e distretti sanitari.

Convivenza con soggetti con disagio psichico grave: la legge Basaglia ha demandato alle Regioni la sua applicazione e nella Regione Marche è attualmente vigente la DGR 1331/2014 che sostanzialmente garantisce, a livello del SSN, la presenza di Reparti di Diagnosi e Cura (prevalentemente per acuzie o per TSO), mentre per lungodegenze, centri diurni e centri residenziali demanda al privato con apposite convenzioni e con tariffe giornaliere stabilite ma solo in rari casi a carico del SSN, per la maggior parte dei casi a carico del cittadino. Quindi come nel caso dei disabili e degli anziani non autosufficienti, le misure più incisive possono essere adottate solo a livello regionale. La malattia mentale è devastante non solo per la persona, ma per l’intero nucleo familiare, che salvo sporadici interventi è praticamente lasciato solo. Fermo restando l’impegno a sollecitare la Regione Marche a rivedere la DGR 1331/2014, a livello comunale proponiamo di promuovere l’autonomia delle persone con disagio psichico attraverso un canale occupazionale dedicato (cura del verde, supporto alla gestione del canile comunale con una doppia valenza terapeutica attraverso la pet therapy) con un compenso orario o mensile forfettario, contenuto ma valorizzante della persona; inserire all’interno dei Servizi Sociali del Comune un servizio dedicato al disagio psichico non dal punto di vista clinico, ma attento a tutte le ricadute sul nucleo familiare, in modo tale che i percorsi di inserimento in strutture residenziali per i casi più gravi siano in capo non solo al dirigente sanitario del DSM ma anche al Comune in considerazione del contesto familiare più o meno adatto a fornire un ambiente idoneo all’utente.

Risoluzione problematiche legate all’immigrazione senza inserimento fattivo: oltre che un problema umano, questo settore in particolare è un problema di sicurezza. Gli Sprar hanno fallito nel loro compito (salvo rari casi) di favorire l’inserimento sociale degli immigrati accolti. Dopo due anni di permanenza negli Sprar, le persone dovrebbero aver imparato la lingua italiana, essere stati formati per favorire l’inserimento lavorativo o favoriti in un percorso di ricongiungimento familiare negli altri Stati Europei. Le misure sopra dette per l’occupazione delle persone con disagio psichico possono essere estese anche agli immigrati ormai fuori dagli SPRAR, affiancando altri servizi utili al raggiungimento di una autonomia personale (corsi di lingua italiana, corsi di informatica, tirocini professionali nel settore dell’artigianato e dell’industria) da realizzare in parte con un canale diretto e preferenziale con il Centro per l’Impiego, supervisionando altresì l’attività delle cooperative, in parte sostenendo economicamente con contributi in regime di convenzione con realtà di volontariato del territorio che già svolgono questo lavoro a titolo gratuito. In questo modo chi vuole rimanere nel territorio comunale ha una possibilità di inserirsi nel tessuto sociale a pieno titolo e nel rispetto della legge; chi non aderisce al progetto e sopravvive con espedienti fuori dalla legalità (furti, spaccio) deve essere diffidato.

Lotta alle dipendenze patologiche: da un punto di vista clinico sono di competenza del DDP, ma di fatto non c’è dipendenza patologica che non abbia un disagio personale e sociale correlato, tanto che il DDP è dotato non solo di personale sanitario, ma anche di assistenti sociali e psicologi. Stante la estrema difficoltà di curare una dipendenza in sé, si aggiunge la difficoltà di essere calati in un contesto di disagio economico, familiare, lavorativo o abitativo. E non è scontato quale sia la causa e quale sia l’effetto tra il disagio e la dipendenza patologica. Per questo occorrono approcci alla cura della persona in tutte le sue dimensioni. In questo caso i servizi già esistono ma non sempre collaborano come servirebbe. Per ottimizzare le risorse e i risultati, è necessario che la presa in carico di ciascun utente sia di competenze multiple e in sinergia: il Comune può e deve intervenire a rimuovere le cause di disagio sociale favorendo l’occupazione, risolvendo il problema abitativo, supportando la famiglia con tutti gli strumenti già citati per gli altri casi; il DDP deve occuparsi della dipendenza dal punto di vista clinico. Il raccordo tra tutte le azioni da mettere in campo deve essere in capo ad un assistente sociale del Comune che a sua volta farà capo all’assessore ai Servizi Sociali per tutto ciò che occorre nel monitoraggio del percorso.

Un punto per noi importantissimo è la gestione dei senza fissa dimora. La categoria è variegata, sono tutti ai margini della società, non occupati stabilmente, senza alloggio di proprietà e senza mezzi per un alloggio in affitto, e comprende persone nate e vissute nel territorio comunale ma che non hanno una residenza, persone nate e vissute in altri comuni e arrivate qui nel migrare da una casa di accoglienza all’altra ma che hanno deciso di fermarsi qui nonostante siano senza prospettive, persone di passaggio nel migrare, immigrati stranieri usciti dai progetti Sprar del nostro Comune. Tutti costoro possono rientrare in base alle loro necessità nelle misure di supporto già citate, ma l’ostacolo principale è la mancanza di iscrizione anagrafica.

Un cittadino italiano senza residenza praticamente non esiste. Non può rinnovare i documenti scaduti, non può avere l’assistenza medica di base, non può accedere a tutti i servizi pubblici di assistenza alla persona (iscrizione ai centri per l’impiego, accesso agli ammortizzatori sociali e alla pensione di invalidità, richiesta del reddito di cittadinanza). Pertanto, sarà una priorità agevolare l’acquisizione di una residenza, anche fittizia, per tutti coloro che, attualmente senza fissa dimora, ne facciano richiesta a condizione di rientrare in un percorso di reinserimento sociale nel circuito di tutti i servizi, istituzionali e non, coordinati da una assistente sociale comunale di riferimento. Non è accettabile che venga negato un diritto costituzionale a meno che non sia la persona stessa a volervi rinunciare, in ordine al principio altrettanto costituzionale della libertà.

Contrasto allo spreco e alla povertà: la legge 155/2003 (cosiddetta legge del buon samaritano) regolamenta il riciclo delle eccedenze alimentari sia di materie prime che di prodotti alimentari lavorati o semilavorati. Ad oggi questa azione è affidata alla buona volontà di associazioni di volontariato come il Banco Alimentare e alla forte motivazione di singoli esercenti quali pizzerie, panifici, bar pasticcerie che però hanno difficoltà a gestire logisticamente la distribuzione. IPERCOOP si è attrezzata con i “Brutti ma buoni”, prodotti prossimi alla scadenza che vengono donati a condizione però che le associazioni si facciano carico del ritiro. Questa buona prassi deve diventare consuetudine per tutti, attraverso: un punto unico di raccolta e redistribuzione attrezzato nel rispetto dell’HACCP; possibilità per tutti di accedere a tale risorsa con orari estesi quali quelli di un supermercato (allegato 3 social market)

Un capitolo a parte per le famiglie con figli in età scolare in cui il sostegno sociale si intreccia con le politiche educative. Per promuovere non solo la crescita demografica ma anche una qualità della vita in ordine alla dignità propria di ogni persona, bambino o adulto, è necessaria una particolare attenzione alla famiglia intesa come cellula della società e quindi struttura fondante per la percezione del benessere nella nostra città. In questo ambito proponiamo:

  • Un servizio pubblico e semigratuito di sostegno ai bambini in età scolare portatori di DSA e BES che creerà occupazione per le figure professionali specifiche e un sollievo alle famiglie in difficoltà economica che spesso sono costrette a rinunciare ad un supporto extrascolastico necessario;
  • La promozione diretta di progetti educativi essenziali attraverso i fondi europei per la riqualificazione e l’ammodernamento degli istituti scolastici del territorio comunale (attrezzature informatiche e multimediali, interventi di personale specializzato su tematiche di interesse prioritario su suggerimento delle stesse scuole, finanziamenti suppletivi per il materiale di facile consumo, sperimentazione di strategie ecologiche innovative come il compostaggio o la differenziata puntuale)

La logica sottesa a questo ambito è che l’autonomia scolastica ha trasformato la scuola in impresa sotto tanti punti di vista, il che non è necessariamente un male. Ma laddove la scuola regge il suo bilancio sul contributo volontario delle famiglie, spesso pesante per chi ha più figli in età scolare, chiedendo inoltre di acquistare carta, carta igienica, fazzoletti di carta, e altro materiale che dovrebbe essere fornito dalla scuola, essendo scuola dell’obbligo a noi appare una contraddizione forte. In fine sempre all’interno delle politiche educative, focus particolare sarà su tutti quei progetti volti all’educazione responsabile di tutti gli strumenti informatici, alla lotta al cyber bullismo, e di tutte quelle attività ispirate ad un’educazione emotivo affettiva.

PROGETTO SPAZIO RIEDUCAZIONE PER BAMBINI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

  • Obiettivi: garantire un percorso individualizzato di rieducazione cognitiva volto all’autonomia del bambino; fornire un servizio di individuazione precoce e prevenzione dei DSA e conseguente disagio scolastico; realizzare una forte collaborazione tra scuole, servizi e famiglie; sostenere la famiglia nell’affrontare le difficoltà scolastiche/relazionali dei figli.
  • Destinatari: Bambini di scuola materna, di scuola primaria e secondaria di 1 grado.
  • Durata del progetto: 12 mesi. Il servizio sarà attivo per 3 ore, 2 volte alla settimana.

PROGETTO SOCIAL MARKET

  • Destinatari: persone e famiglie in difficoltà economica, associazioni di volontariato che si occupano di povertà estrema attraverso servizi strutturati (mense, case di pronta accoglienza).
  • Gestione: immobile messo a disposizione tra le proprietà comunali o individuato da privato in comodato d’uso gratuito; controllo diretto da parte dei Servizi Sociali del Comune; servizio garantito attraverso un sistema di banca del tempo (manodopera in cambio di buoni spesa) oltre a figure fisse di coordinamento (due a turni per il magazzino e stoccaggio, due a turni per lo smaltimento merce non distribuita, uno per controllo, coordinamento e raccordo con le istituzioni di riferimento).
  • Risorse per l’avvio, la gestione e il mantenimento: da reperire attraverso bandi regionali e nazionali che attingono dai FSE o in alternativa investimento di risorse liberate da altre voci di spesa comunali.
  • Vantaggi: zero spreco da mense scolastiche, aziendali e ospedaliere tramite appositi accordi e/o convenzioni; creazione di un circuito virtuoso di autogestione che crea occupazione momentanea per disoccupati in difficoltà garantendo un servizio di facile accesso con orari estesi; sostegno alle famiglie e ai singoli in difficoltà economica attraverso la riduzione della spesa alimentare.

MUTUA VETERINARIA

Analisi dei bisogni: La presenza di un animale domestico in casa finora è stata considerata come un lusso. Non accessibile a tutti per gli elevati costi delle cure veterinarie e dei farmaci veterinari, principalmente. Ci sono innumerevoli studi sul valore della pet therapy per anziani soli, bambini disabili o con disturbi di varia natura (autismo in primis ma anche sindrome di Down e altre patologie). Sia gli anziani (con una pensione modesta) sia le famiglie con bambini disabili (che già hanno spese notevoli per le cure necessarie) possono desiderare di adottare un animale domestico ma desistere per paura di dover affrontare ulteriori spese insostenibili. D’altra parte, il Comune di Pesaro provvede al mantenimento di canili e gattili per animali domestici abbandonati, giustamente per contrastare il fenomeno del randagismo che attualmente è assolutamente sotto controllo. L’Asur dal canto suo provvede attualmente a sterilizzare gratuitamente le femmine delle colonie feline regolarmente censite sul territorio comunale in collaborazione con ENPA, lasciando però gli animali liberi. In sostanza il Comune spende soldi per: mantenere canili e gattili. Asur spende soldi per: sterilizzare femmine delle colonie feline e anche per cure in emergenza di animali senza proprietari. La nostra proposta non intende aggravare tali costi, ma indirizzarli in maniera diversa, agevolando le adozioni di animali abbandonati da parte di privati attraverso una mutua veterinaria che non è un servizio sanitario nazionale ma un progetto che si propone di:

  • reperire fondi a bando per avviare il progetto;
  • favorire l’incrocio domanda/offerta tra privati e canili e gattili per le adozioni con la collaborazione delle associazioni cittadine del settore;
  • sottoscrivere convenzioni con ambulatori veterinari per avere tariffe agevolate per chi adotta un cane o un gatto e ha un ISEE inferiore ai 9.000 euro o ha minori disabili a carico;
  • istituire un fondo solidale (mutua veterinaria) tramite una convenzione con una assicurazione privata a cui possono aderire tutti a diverso titolo, e cioè: i potenziali beneficiari con le caratteristiche di cui sopra con una quota annuale alla loro portata (max 100 euro/anno) e con tutte le cure gratuite in caso di necessità; tutti i cittadini che, sensibilizzati al problema, vorranno aderire pur non potendone usufruire in proprio, ma a vantaggio dei più bisognosi, con una quota inferiore (max 50 euro/anno).

Vantaggi:

Agevolazione delle adozioni da canili e gattili (condizione vincolante per usufruire della mutua veterinaria) con riduzione dei costi di mantenimento dei canili e gattili comunali; miglioramento della qualità della vita per le categorie di persone sopra citate con relativa riduzione degli accessi ai servizi sanitari per disturbi psicosomatici legati alla solitudine e all’abbandono.

ATTIVITA’ ECONOMICHE

Economia circolare:

Il valore dell’impresa in sinergia nella vita dei cittadini con il mantenimento e incremento dei posti di lavoro. L’economia circolare permette al denaro speso sul territorio di alimentare il circuito economico del luogo in cui viene immesso, generando a sua volta un volano per l’economia locale. Acquistare nei piccoli negozi commerciali e artigianali, per lo più situati nei centri storici è importante anche per alimentare il tessuto economico e dare vivacità sociale alle città. In questo contesto è fondamentale che i cittadini riconoscano il valore economico e sociale delle P.M.I. che unite al turismo rappresentano da sempre l’ossatura economica cittadina. In questo modo le aziende presenti trattengono il valore monetario sul territorio in quanto pagano tributi, merci e stipendi mantenendo i posti di lavoro, alimentando il benessere locale stimolando anche gli investimenti. Sono le sentinelle di ciò che accade intorno a noi, sono attori e portatori di valori, simboli di una società sana che deve essere preservata. Questo concetto di consumo consapevole deve essere trasferito ai cittadini, in quanto fare acquisti nei negozi di vicinato li rende parte attiva della ripresa economica del territorio. La consapevolezza del sostegno sostenibile deve diventare una politica sociale attiva trasformando una piccola azione in una reazione a beneficio di tutti i cittadini.

Semplificazione norme urbanistiche:

Importanza di una semplificazione a favore del commercio per la creazione e valorizzazione di aree comunali, di un centro storico commerciale come “brand” anche attraverso l’utilizzo di bandi progettati con la regione Marche o della Comunità Europea. Al fine di contrastare la desertificazione commerciale in atto sul nostro territorio e per far sì che le imprese possano essere concretamente supportate nel percorso di innovazione diventato indispensabile per rimanere su di un mercato in costante trasformazione, occorre che l’amministrazione comunale in sinergia con le associazioni di categoria e gli imprenditori attuino tutte quelle politiche di sostegno non solo economico fornendo formazione ed aiuto anche nell’intercettare bandi o tutte le casistiche propedeutiche a supporto delle P.M.I. come incentivare l’afflusso dei cittadini nel centro storico rendendolo fruibile e attrattivo con interventi urbanistici, eventi e servizi rivolti a tutte le componenti sociali coinvolgendo nell’ elaborazione strategica tutti gli attori commerciali rispettando il diritto di chiusura degli esercizi stessi.

Nuovo regolamento comunale:

Per semplificare l’apertura di nuove attività, per la tutela di quelle già esistenti attraverso la riduzione della burocrazia; introduzione di incentivi, sgravi fiscali, riduzione del costo tributi locali, e adozione dello stesso regolamento operativo sia per la PMI quanto per la Grande Distribuzione. La città deve introdurre un nuovo regolamento comunale adeguato e strutturato in base alle esigenze cittadine tenendo conto della pluralità delle attività ad esso soggette per collocazione e struttura. Particolare attenzione deve essere rivolta verso quelle strutture che hanno valenza stagionale come strutture ricettive balneari connesse con la ristorazione e il divertimento. Semplificazione nelle procedure di apertura delle nuove attività con l’adozione di sgravi fiscali e riduzione dei tributi locali.

Controllo canoni locazioni commerciali:

Confronto attivo con i proprietari di immobili commerciali concessi in locazione per poter calmierare il canone nella percentuale dell’8% annuo al fine di aiutare l’esercente al mantenimento dell’attività e della sua relativa forza lavoro, favorendo così anche il valore economico e sociale della piccola impresa. Gli aderenti verranno annotati in un registro pubblico di merito cittadino ed esposti per il valore espresso.

Serate a tema enogastronomiche:

Si proporranno ai cittadini delle domeniche o serata a tema nel territorio comunale al fine di promuovere e incentivare i prodotti enogastronomici del territorio, e favorire altresì lo stimolo per la rete distributiva del prodotto promosso. Proporre un prodotto locale (es. vino) ed associarvi tutto ciò che gli si avvicina, dalla location, al menù, dal vestito per una serata, alla bigiotteria etc.

Formazione per export:

L’amministrazione comunale con l’intermediazione delle associazioni di categoria si occuperà di intraprendere con gli imprenditori un percorso di valorizzazione del loro prodotto attraverso la formazione digitale, il marketing on line, per un export a misura di PMI. L’associazione di categoria si occuperà in collaborazione con la camera di commercio di indicare, valutare e proporre il mercato e il paese più idoneo alla PMI.

Gemellaggi:

Studio settoriale (commercio, artigianato, turismo) per l’individuazione e creazione di gruppi di eccellenza e successiva ricerca del loro ambito di collocazione ed applicazione in territorio regionale, nazionale e non periodo di formazione imprenditoriale, digitale, di marketing per sviluppare il concetto di fare rete tra imprese con l’ausilio e la collaborazione della camera di commercio di Ancona o attraverso l’utilizzo di bandi europei. Prevedere di inserire e formare alcuni aspiranti imprenditori e collaboratori under 35. La finalità sarà quella di creare un indotto per nuove forniture e servizi.

Metropolitan line:

creazione di una mappatura delle attività economiche e servizi pubblici come il formato della metropolitana con colori diversi per tipo di attività in un percorso ideale, che con l’ausilio di una Smart Card City permetta al cittadino di conoscere le realtà economiche cittadine e di usufruire di uno sconto nei giorni colorati dedicati. Incentivazione del Telelavoro come strumento di opportunità per il miglioramento delle condizioni lavorative e organizzative della vita familiare.

TURISMO

SmarTouristCard:

Utilizzo in bassa stagione degli introiti della tassa di soggiorno estiva per agevolare quei turisti che in bassa stagione vogliono visitare la città utilizzando i mezzi pubblici e acquistare nei negozi commerciali e consumare nei bar ristoranti affiliati alla smart card, usufruendo di tariffe agevolate. La SmarTouristCard è una tessera che il turista giunto in città acquista dall’albergatore oppure presso altra struttura di cui è ospite e permetterà di utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblico, avere accesso a musei e a tutte le attrazioni turistiche. Anche le attività commerciali potranno aderirvi, permettendo sconti al turista sui prodotti del nostro territorio. La sua finalità è quella di aumentare in numero consistente il turismo nel periodo di bassa stagione. Il ricavato della SmarTouristCard verrà suddiviso con l’azienda dei trasporti e i comuni che aderiranno al progetto in percentuale di partecipazione. Percorso esperienziale nei weekend di bassa stagione: promozione di fine settimana con incluso una visita culturale ai luoghi significativi della città, una cena tipica con degustazione in locale tipico e viste alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio. Shopping domenicale con l’ausilio della SmarTouristCard lungo il percorso della Metropolitan Line. Creazione di eventi alla portata di tutti e a misura di cittadino con l’ausilio di navette che dai vari punti della città si dirigono verso la zona tematica dell’evento, con la possibilità di recarsi anche verso borghi fuori comune. Mappatura degli esercizi turistici e adeguamento delle strutture ricettive attraverso la ricerca e individuazione di bandi europei che permettano ristrutturazioni e restyling. Promozione del territorio in sinergia con gli enti locali, arrivando all’obiettivo finale di un turismo di qualità, anche attraverso la creazione di tavoli organizzativi che possano coinvolgere tutti gli attori del settore.

PROGETTO “PISAURUM”

Il progetto di agevolazione reddituale è uno strumento multiuso convenzionale ad accettazione volontaria e nasce con lo scopo di garantire un maggior potere d’acquisto e di diritti alle famiglie indigenti (con fasce di reddito basse o medio – basse e/o con maggiori figli a carico) ed alle attività commerciali, oggi asfissiate da una crisi economico-monetaria che sta distruggendo il tessuto socio-economico locale e nazionale. Il valore della moneta nasce attraverso una convenzione sociale (tra banca, governo e cittadini), grazie alla quale tutti i partecipanti di una comunità, più o meno numerosa, accettano il buono e gli conferiscono un valore con contenuto economico. Tale assunto è alla base dello strumento convenzionale chiamato B.A.R. o Buono comunale di Agevolazione Reddituale. Possiamo intenderlo come un processo di rinascita culturale. In primo luogo, occorre infondere nei cittadini la consapevolezza che creare sistemi di valore convenzionali e complementari è possibile e ha un costo sostenibile. Il secondo passo è quello di mettere d’accordo le imprese, i cittadini, i pensionati, i commercianti e tutti i partecipanti al sistema produttivo locale, nell’accettare convenzionalmente un simbolo. “Pisaurum” è uno strumento di moltiplicazione della ricchezza locale. Esso è strumento di scambio beni complementare e non alternativo all’euro; oltre a valorizzare le capacità locali, evitando che le famiglie con livelli reddituali medio-bassi siano costrette all’espatrio o alla disperazione, ha il vantaggio di moltiplicare la ricchezza anche per tutti gli altri cittadini non-indigenti, pur non trattandosi di una vera e propria moneta, evita la dispersione delle risorse economiche locali. Gli obiettivi del progetto “Pisaurum”:

  • Migliorare le condizioni di vita dei residenti/cittadini;
  • Valorizzare le risorse umane: famiglie, imprese e singoli cittadini;
  • Creare nuove opportunità di reddito per i non abbienti;
  • Far riacquistare la fiducia nella comunità locale e nell’amministrazione, indipendentemente dalle bandiere politiche, dando nuova dignità ai cittadini;
  • Privilegiare l’acquisto di prodotti locali garantendo agli acquirenti percentuali di sconti più alte sui prodotti e servizi realizzati dalle aziende all’interno del territorio.
  • Creare un fondo extra, sempre in BAR, di solidarietà sociale per finanziare pro quota le attività di sviluppo delle associazioni in maniera tale da accrescere le capacità dei singoli gruppi organizzati sul territorio.
  • Incremento dei flussi turistici mediante la creazione di un’apposita “Riserva di Buoni Turismo” da veicolare (attraverso gli operatori turistici della filiera: ristoranti, alberghi, hotel, ostelli, agenzie turistiche ed associazioni impegnate nel turismo) nel settore e offrire gratuitamente ai gruppi organizzati di turisti che decidono di visitare il comune.

Per ciò che riguarda la disciplina fiscale e giuridico contabile:

  • I Pisaurum vengono emessi dall’amministrazione comunale e fanno parte del patrimonio disponibile del comune come voce di bilancio e in quanto beni patrimoniali disponibili possono essere usati come mezzi di pagamento; essi non vanno assolutamente confusi con la “moneta corrente” avente corso legale. i Pisaurum avranno un simbolo di costo nullo (eccezion fatta per il costo tipografico dello stesso) e senza riserva, di nessun tipo, a copertura.
  • Il valore econometricodel Pisaurum sarà pari all’euro, in particolare 1 Pisaurum = 1 euro
  • Pisaurum come buono sconto: ogni commerciante che si impegna per convenzione ad aderire all’iniziativa è disposto ad accettare una percentuale dell’80% in euro e almeno il 20% in Pisaurum. Quei buoni saranno “bene patrimoniale comunale”, saranno utilizzati per ulteriori sconti del 20% in altri negozi, all’infinito. Ogni biglietto sarà inserito nel registro telematico del comune e sarà provvisto di un codice univoco.
  • Caricamento del valore indotto, a titolo esplicativo il Pisaurum potrà configurarsi come: compenso per lavori socialmente utili; acquisto di prodotti alimentari deperibili presso le PMI del territorio; riconoscimento di eccellenze scolastiche e concorsi; premio al ricircolo virtuoso dei rifiuti.

Nella loro veste grafica, i biglietti circolanti avranno impressa la dicitura “Patrimonio con valore indotto di proprietà del portatore”; il logo (marchio registrato) Pisaurum; la dicitura “Buono commerciale di Agevolazione Reddituale Multiuso”; foto di un luogo storico comunale per ogni taglio previsto; firma del sindaco e logo comunale; valore impresso e simboli olografici di autenticità. Un modo per realizzare pienamente la “diffusione” del concetto dell’importanza del tempo e quindi dell’importanza della vita altrui, è quello di materializzare convenzionalmente questo tempo di vita dentro un simbolo. Sulla base di questo abbiamo pensato di creare il Pisaurum che rappresenta, di fatto materialmente, la valorizzazione del tempo di ogni singola persona. “L’ora di lavoro” deve equivalere però ad un servizio realmente utile alla società. (finalizzata all’effettivo beneficio reso alla comunità). Attraverso la circolazione, essi passano di mano in mano e succede un fatto psicologico inaspettato: ogni persona si trova ad avere in tasca biglietti rappresentativi di ore di lavoro, ovvero “pezzi” di tempo, e quindi di vita, di altre persone e ha, pertanto, la consapevolezza che la sua ricchezza posseduta e visibile attraverso quei simboli di pagamento, deriva da “pezzi” di vita di altre persone; aumenta così il rispetto verso tutti perché ognuno percepirà la vita dell’altro come fonte di ricchezza propria”. L’obiettivo che si ci prefigge, in ultima istanza, sarà:

  • Incremento della produzione locale di prodotti e servizi (che tenderà a creare autonomia produttiva all’interno del comune);
  • Incentivo al turismo: attraverso l’impiego di risorse umane;
  • Incentivo alle attività ricreative a scopi sociali;
  • Miglioramento delle condizioni di vita e delle prospettive future.

SICUREZZA

Il tema della sicurezza è un punto centrale della convivenza civile, il vivere in un contesto urbano sicuro è da ritenersi diritto fondamentale di ogni cittadino e impegno primario di ogni amministrazione. Bisogna creare una sinergia tra i corpi locali e sviluppare una lotta al crimine intesa come prevenzione: adottare misure che riducano i fenomeni criminosi e al contempo restituire alla comunità una percezione visiva e tangibile di sicurezza. La sicurezza è un bene per la comunità e la convivenza civile, deve essere perseguita da tutti i cittadini, i quali possono contribuire fattivamente, basta solo fornire ad essi gli strumenti necessari. L’interazione con la Polizia Locale e le forze dell’ordine è fondamentale. Il controllo del territorio, rendendo presenti e visibili le forze dell’ordine, è anche un deterrente nonché stimolo per i cittadini a contribuire ad una maggiore sicurezza. L’impegno dell’amministrazione sarà quello di garantire un’attenzione specifica a questo tema sollecitando in maniera costante i diversi organi di controllo. Quello che proponiamo:

Incrementare la presenza della Polizia Municipale sul territorio comunale.

Monitoraggio del territorio sviluppando un’azione sinergica tra Polizia Municipale e forze dell’ordine attraverso controlli presso cantieri edili, verifiche relative a locazioni immobiliari (verifica sia dei domiciliati che dei residenti);

Implementare la presenza di telecamere sul territorio per monitorare le vie di accesso alla città e luoghi sensibili e pubblici (parchi, stadi, palazzetti, luoghi di culto) e potenziare l’illuminazione.

Sperimentazione in particolare di posizionamento droni a scopi di deterrenza e prevenzione nei pressi dei citati luoghi sensibili e frequentati del territorio comunale.

Nello svolgimento delle mansioni d’ufficio della Polizia Municipale affiancare un impiegato comunale ad un agente così che il maggior numero possibile di agenti sia presente sul territorio. È possibile usufruire dei cittadini che hanno optato per il Servizio Civile e dedicarli a servizi oggi svolti dalla Polizia Locale, es. controllo incroci scuole, operazioni di “ufficio”, questo garantirebbe una formazione gratuita a chi effettua il servizio civile. Migliorare la viabilità in prossimità di incroci pericolosi e monitorare periodicamente lo stato delle strade. Posizionare autovelox fissi e funzionanti nei tratti con maggiori criticità. Istituire lo Sportello Unico della Sicurezza presso il nostro Comune come punto di ascolto per raccogliere e coordinare segnalazioni di episodi di violenza sia pubblici che domestici e condividerle con le altre forze dell’ordine. Pubblicizzare il Piano di Protezione Civile così che i cittadini e scuole siano informati su come debbano comportarsi in caso di situazioni di emergenza. Sicurezza e controllo nei punti critici della viabilità cittadina. Ripristino della figura del Vigile di quartiere come punto di riferimento dei cittadini per l’ascolto delle loro esigenze e necessità.

MOBILITA’

Migliorare il trasporto pubblico locale tra tutti i quartieri incrementando le corse degli autobus e le fasce orarie del servizio. Per una mobilità sostenibile e che migliori la rotazione dell’uso dei parcheggi e l’accesso al centro ed ai servizi va migliorato anche con l’istituzione dei parcheggi gratuiti a disco orario e non solo a pagamento soprattutto in prossimità dell’ospedale e della stazione ferroviaria. Evitare che i veicoli commerciali in transito tra il nord ed il sud del territorio comunale percorrano la statale 16 “Adriatica” attraversando la città. Prevedere percorsi alternativi per tali categorie di veicoli, così da migliorare la viabilità, la sicurezza e la qualità dell’aria. D’intesa con l’ANAS ed il Comune Fano realizzare l’ormai annoso problema dell’arretramento della Statale 16 “Adriatica” così da evitare l’attraversamento della città per chi è in transito e ridurre l’inquinamento atmosferico. L’attuale statale diventerebbe tutta comunale e contribuirebbe a risolvere il problema dei parcheggi estivi fino a Fosso Sejore incrementando i parcheggi oggi disponibili e la sicurezza. Necessario anche il rinnovamento del parco macchine dei trasporti pubblici.

URBANISTICA

Abbiamo visto in questi anni, il progressivo deterioramento di strade, impianti d’illuminazione ed abbandono di aree da riqualificare. È necessario ripartire rivedendo le priorità cominciando dalle scuole, dall’arredo urbano, ai parchi cittadini e alla rete viaria. Porre l’urbanistica come tema centrale di un programma elettorale, significa avere a cuore il futuro della città che vivrà gli spazi, pubblici e privati, frutto di tale progetto. L’urbanistica incide su ogni aspetto della qualità della nostra vita: è proprio dal disegno e dalla pianificazione del nostro territorio, in un’ottica di medio e lungo periodo, che diamo un’impronta al futuro della nostra città. Per noi la partecipazione dei cittadini sulle scelte importanti, la trasparenza delle decisioni, la difesa dei beni comuni e dei valori ambientali e storico architettonici, il senso di responsabilità verso le future generazioni.

Riqualificazione edilizia e risparmio energetico.

Esistono molte possibilità per riqualificare la propria abitazione utilizzando incentivi pubblici e soluzioni innovative. La nostra amministrazione aprirà un “punto energia” per dare informazioni pratiche, burocratiche e finanziarie a tutti i cittadini che decideranno di riqualificare la propria abitazione puntando sul risparmio energetico. I princìpi e le modalità di impiego di prodotti e materiali da costruzione in edilizia sono stabiliti a livello europeo ed è importante tenere conto di questi principi pensando ad una città green da costruire con nuovi materiali tenendo in considerazioni tutti i fattori legati alla bioedilizia e la situazione climatica e ambientale che influenza la stesura delle normative europee sulle nuove costruzioni, ed inoltre:

Le normative italiane sul recupero degli edifici esistenti.

Gli incentivi fiscali dell’edilizia ecosostenibile.

Il benessere abitativo: la salute della persona come parametro del costruire.

L’isolamento invernale ed estivo per il benessere della persona.

L’isolamento acustico delle abitazioni.

I nuovi materiali da costruzione ecosostenibili.

Test e indagini per valutare il benessere abitativo negli edifici esistenti.

Innovazione del processo costruttivo nell’edilizia sostenibile.

Costruzioni in legno.

Le costruzioni antisismiche.

Il recupero edilizio con materiali a basso impatto ambientale.

La massima efficienza ottenibile dall’involucro abitativo, e le tecniche costruttive per ottenerla.

Sostenibilità economica dell’investimento “casa ad energia zero” per il futuro dell’edilizia.

Incentiveremo progetti urbanistici tenendo conto sempre del fattore salute ambientale.

Adeguamento della rete fognaria.

Semplificazione delle pratiche urbanistiche quali domande e variazioni progettuali varie.

Messa in sicurezza dell’edilizia scolastica per la tutela e la dignità degli alunni e di tutto il personale docente e impiegati del settore.

Una particolare attenzione sarà rivolta al miglioramento degli arredi scolastici, compreso un urgente ammodernamento degli impianti elettrici e termici in termini qualitativi, di sicurezza e di ecosostenibilità.

Rilancio e riqualificazione del Porto.

Pesaro è una città balneare. Le sue spiagge e gli alberghi presenti offrono un servizio di accoglienza turistica, e il porto dovrebbe giocare un ruolo fondamentale da questo punto di vista ma, ad oggi, non ci sono progetti volti alla sua piena valorizzazione. È stato ampliato il porto dal punto di vista strutturale ma le aree ricavate sono tuttora inutilizzate. Il nostro intento è quello di adibire lo specchio acqueo della darsena ad uso turistico e diportistico. Incentivare la piccola cantieristica presente a Pesaro la cui creatività e professionalità sono stati un fiore all’ occhiello della costa adriatica e creare nuovi posti barca con l’ausilio di pontile galleggianti. L’ approdo di imbarcazioni di piccole e medie dimensioni può diventare la meta turistica di tanti appassionati del mare che passano le loro vacanze a bordo delle loro imbarcazioni lungo l’adriatico e dove possono trovare a Pesaro e nel suo entroterra un luogo da visitare per il suo patrimonio storico, per le bellezze paesaggistiche ed i suoi prodotti enogastronomici. Una visione, la nostra, che rimetterebbe in moto una economia che, la crisi, ha penalizzato pesantemente. Il turismo come motore di ripresa, e opportunità di nuovi posti di lavoro attraverso il ruolo fondamentale da volano che deve finalmente ricoprire la nostra zona portuale.

SMART CITY

UNA SFIDA NEL PRESENTE PER UN FUTURO SOSTENIBILE

“Smart City” è ciò che in urbanistica e architettura viene definito un insieme di strategie e di pianificazione tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita. L’Unione Europea, che ha previsto entro il 2020 importanti investimenti e incentivazioni sotto forma di bandi, arrivando ad una spesa complessiva di dodici miliardi di euro, punta a sviluppare progetti rivolti alla eco sostenibilità dello sviluppo urbano, diminuzione degli sprechi energetici e alla riduzione drastica dell’inquinamento. Un termine (quello di Smart City) difficilmente traducibile in una singola parola, diventa più agevolmente inquadrato nel sottintendere una serie di concetti il cui prevalente può essere individuabile nell’uso della tecnologia finalizzata al benessere della città e dei relativi abitanti. L’obiettivo non è tanto quello di diventare una città digitale (che fa riferimento ad una città connessa tout court con sistemi wired o wireless e dotata di piattaforma tecnologiche basate sulle telecomunicazioni e internet), quanto, in una visione più elevata, aumentare il benessere della città e la qualità dei singoli cittadini. Una città intelligente è capace di sfruttare le opportunità che le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) offrono per aumentare il benessere locale e la competitività. Particolare attenzione si ripone per la creazione di uno sviluppo urbano denominato “business led”. In particolare, la creazione di quelle città d’affari che creino in tal modo un punto di attrazione per l’arrivo e l’installazione di nuove imprese dall’esterno. I progetti smart city hanno, e lo ribadiamo, l’obiettivo di creare servizi e permettere un aumento qualitativo della vita strizzando l’occhio alla eco sostenibilità. Ma tali progetti hanno anche, evidentemente, l’importante obiettivo della generazione di valore economico, attraverso lo sviluppo ed erogazione di servizi nuovi e tramite il risparmio raggiunto con l’ottimizzazione dei servizi già esistenti. Il primo passo è quello di definire un modello di riferimento al fine di identificare e misurare la dimensione di sviluppo della smart cities coinvolte. L’OCSE e l’ITU (International Telecommunication Union) hanno sviluppato un modello basato su sei dimensioni principali:

Economia intelligente: riguardante la capacità delle città di generare occupazione

Ambiente intelligente: relativa ad una città che promuove uno sviluppo sostenibile (raccolta differenziata, razionalizzazione edilizia, verde urbano)

Governance intelligente: riguardante l’adozione di politiche per lo sviluppo del territorio e della rete con altre realtà

Vita intelligente: relativa ad una città che promuove la propria immagine turistica sul web

Mobilità intelligente: di una città nella quale gli spostamenti sono agevoli, innestati in una rete di trasporto pubblico intelligente, a basso impatto ecologico

Persone intelligenti: raggruppante tutti gli aspetti che indicano quanto possano essere attivi e partecipi i cittadini nella vita pubblica

Calandoci in una realtà locale, dobbiamo focalizzare l’attenzione su tre tipologie di servizi che ruotano fortemente intorno al mondo Smart City e come tale permettono di misurarne i valori e l’impatto generato:

Illuminazione intelligente: essa rappresenta una voce importante nelle spese energetiche di una città e come tale oggetto di attenzione per l’ecosostenibilità volta al risparmio.

Mobilità intelligente: la gestione della mobilità è una delle principali priorità di tante realtà comunali ed è uno dei propulsori più evidenti delle Smart cities. Ci sono tre grandi temi che riguardano la mobilità e la sua gestione: il trasporto pubblico, la gestione del traffico e la gestione dei parcheggi. Appare evidente che si tratta di temi la cui soluzione possa generare una ricaduta positiva di saving economico o vantaggi in termini di riduzione del consumo di carburante, una migliore gestione degli spazi adibiti ad area di sosta, ed infine, ma non meno importanti, i benefici legati alla riduzione di emissioni inquinanti di CO2.

Raccolta intelligente: anch’esso permette una serie di vantaggi in termini di ottimizzazione e riduzione di costi di esercizio. Concentrazione massima in tal senso è sullo sviluppo ed implementazione di tutte quelle applicazioni che consentano un monitoraggio preciso del livello di riempimento dei cassonetti, in modo da fornire dati precisi per l’organizzazione e la logistica del loro svuotamento. Altro aspetto non trascurabile riguarda il miglioramento anche sotto il profilo del decoro urbano, e miglioramenti sotto il profilo sanitario.

Per entrare più nel concreto, una tecnologia specifica che aiuta a creare e rafforzare una smart city è rappresentata dalla creazione di una rete di sensori wireless. Si tratta, nello specifico, di creare una rete di nodi sensori intelligenti in grado di misurare svariate tipologie di parametri, per una gestione più efficiente della città. I dati vengono resi accessibili, in modalità wireless e in tempo reale, ai cittadini e alle autorità competenti. A titolo esemplificativo essi possono monitorare la concentrazione di inquinamento in ogni strada (e ottenere alert qualora si superi una soglia di valori definita critica); possono ottimizzare l’irrigazione del verde umano, l’illuminazione notturna cittadina, rilevare perdite d’acqua, ottenere mappe acustiche. Gli stessi bidoni della spazzatura possono inviare una notifica di allarme quando sono vicini a essere pieni. Possono monitorare il traffico veicolare, informare gli automobilisti in tempo reale sulla vicinanza di parcheggi gratuiti permettendo di risparmiare tempo, carburante (e conseguentemente riducendo drasticamente l’emissione di CO2 dal proprio veicolo). L’implementazione e la sperimentazione (già presente in altre realtà) della tecnologia NFC rappresenta un ulteriore strumento utilissimo in chiave “smart”. La NFC (Near Field Communication) è una tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio che permette a due dispositivi (in genere un tag NFC e uno smartphone dotato di tale tecnologia) posti a breve distanza, di scambiarsi dati. Ad esempio, avvicinando uno smartphone all’immagine TAG posto ad esempio su un totem, vetrofania, si ha l’accesso all’ecosistema di dati e servizi messi a disposizione (informazioni su promozioni commerciali, turistiche, orari trasporti, musei, mappe, eventi fino addirittura a pagamenti contactless). Ultimo aspetto non trascurabile potrebbe essere l’auspicio e la ricerca di una contaminazione fra progetti inerenti Smart City e bilancio partecipato, inteso come incentivazione e attivazione in prima persona del cittadino (o associazione) a promuovere iniziative in tal senso per migliorare la sua città e la sua esperienza all’interno del contesto nel quale comunica e vive tutti i giorni.

PARTECIPATE

Sulle partecipate ci sarebbe da lavorare molto, a parte gli asset che sono universalmente riconosciuti intoccabili come l’acqua andrebbero aboliti i premi e rafforzato il controllo da parte dei comuni cosa che viene di solito gestita superficialmente. Nella nostra visione sulle nomine dei rappresentanti del Comune di Pesaro negli enti partecipati vorremmo che non fossero più espressione di segreterie di partito, bensì individuati su base meritocratica. Questi incarichi che sono di particolare rilievo devono essere svolti da persone capaci e competenti, in grado di sviluppare e tutelare gli interessi pubblici prima che l’utile di bilancio. Non può essere assolutamente sufficiente per amministrare competentemente un ente pubblico aver ricoperto in precedenza funzioni politiche o essere componente del consiglio di amministrazione di enti, aziende, cooperative o istituzioni Per questo diventa importante l’approvazione delle nomine a scrutinio palese, elezioni trasparenti, curriculum pubblici e motivazioni esplicite che portano alla scelta della persona e dal compenso riconosciuto. Un altro sostanziale passo in avanti è quello di ottimizzare i criteri di selezione, la situazione contabile, gestionale organizzativa, i contratti in essere e futuri, e infine la qualità del servizio offerto. In buona sintesi potenziare il sistema di controllo per tutelare i cittadini migliorando la qualità dei servizi Obiettivi prioritari dell’Amministrazione Comunale sono il riordino del sistema delle aziende di servizi pubblici locali (servizio idrico integrato, energia, rifiuti, trasporti, ecc.) e l’avvio di progetti di riorganizzazione della macrostruttura amministrativa verso nuove forme gestionali di alcuni servizi e attività a carattere produttivo (farmacie comunali, mercato generale, ecc.). Il riordino del sistema delle aziende di servizi pubblici locali risponde alla finalità di raggiungere dimensioni e assetti societari, gestionali e operativi tali da consentire la competitività in un contesto di progressiva liberalizzazione dei mercati; fornire servizi di qualità a costi “sostenibili” in un quadro normativo che vede l’applicazione a tutti i servizi pubblici di tariffe a copertura integrale dei costi di gestione; migliorare la qualità per mantenere la competitività del sistema economico locale; avviare processi di ottimizzazione. Con l’esternalizzazione della gestione di servizi e attività a carattere produttivo e la costituzione di strutture aziendali esterne si perseguono obiettivi quali flessibilità funzionale e organizzativa; utilizzazione ottimale delle risorse umane a migliori standard di servizio qualitativi e quantitativi; coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati che garantiscano l’apporto di conoscenze, competenze e professionalità specifiche; strutture “dedicate” alla specifica attività e caratterizzate da flessibilità gestionale e operativa. Le partecipazioni societarie del Comune di Pesaro si estendono ad altri settori di intervento, dalle infrastrutture di trasporto e comunicazione agli insediamenti industriali e fieristici, dalle reti e servizi telematici ai servizi alle imprese, dalla promozione territoriale alla formazione. Viste nel loro complesso esse possono essere lette come tanti nodi di una rete di supporto al sistema economico locale. Il Comune ha avuto un ruolo importante nella loro costituzione e nel loro sviluppo con grandi investimenti di risorse pubbliche. Ora non è più tanto importante la partecipazione societaria, quanto la domanda istituzionale di intervento espressa dal Comune stesso rispetto ai servizi che queste aziende possono fornire. In altri termini è l’utilizzo che di queste aziende può essere fatto il vero oggetto della politica dell’Ente. Il Comune assieme agli altri soggetti promotori può contribuire alla “messa in rete” di queste società/enti per le politiche di sviluppo integrato, utilizzando i nuovi strumenti di intervento. Questi obiettivi devono guidare la riprogettazione della struttura organizzativa del Comune di Pesaro dove, in posizione di staff rispetto alla Direzione Generale, è stato collocato il Servizio Partecipazioni Societarie. Ambiti di intervento del Servizio Partecipazioni Societarie sono: Gestione dei rapporti con le società partecipate dal Comune di Pesaro e altre forme associative; Servizi pubblici locali (SPL): attività di regolazione, controllo, forme e modelli gestionali; Attività di reporting, informazione, comunicazione dati società partecipate, valutazione e valorizzazione del patrimonio mobiliare.

SANITÀ

Garantire massima trasparenza sulle liste di attesa per le prestazioni di specialistica e diagnostica, informando i pazienti sul loro diritto di accesso a una prestazione, anche privata, quando i tempi di attesa superano quelli stabiliti dalla legge. Sulla scorta della positiva esperienza del centro diurno Alzheimer, conoscere e approfondire i fabbisogni delle persone diversamente abili, partendo dal supporto alle loro famiglie. Un coinvolgimento attivo delle persone che vivono un disagio sociale e/o economico. Informare la cittadinanza per la prevenzione di malattie attraverso progetti che coinvolgono scuole e centri di aggregazione. Promuovere in maniera chiara e trasparente la collaborazione con le varie realtà locali di volontariato. Attuare programmi di promozione all’educazione sanitaria (educazione fisica, educazione alimentare, stili di vita, educazione sessuale), partendo dalle istituzioni scolastiche e avvalendosi di figure professionali che possano contribuire nei vari progetti anche in maniera volontaria. Promuovere uno studio sugli allevamenti, intensivi e non, presenti nel nostro territorio, per migliorare la qualità delle carni e sensibilizzare gli allevatori alla diminuzione dell’utilizzo di farmaci e ormoni.

Gli obiettivi della medicina preventiva

La salute, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1946 “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. La distribuzione delle malattie riflette lo stile di vita della gente, le sue circostanze sociali, economiche, ambientali che possono cambiare rapidamente. L’argomento economico è a favore della medicina preventiva: il successo nel ridurre il tasso di incidenza globale di una malattia dovrebbe teoricamente diminuire i costi del servizio sanitario. Che cosa bisogna prevenire? L’interesse per persone ammalate ha condotto ad un approccio della medicina preventiva semplicistico: ridurre il numero di persone ammalate. Se le malattie si presentano a tutti i gradi di gravità il compito della medicina preventiva è ampliato: il miglioramento delle statistiche sanitarie di ricoveri e mortalità è sicuramente una misura importante per prevenzione ma non sufficiente perché non tiene conto che la maggioranza del peso della cattiva salute deriva da una massa di disordini meno evidenti (carico nascosto di cattiva salute). Considerare anche il contrasto tra percezione soggettiva dello stato di salute e misurazione medica obiettiva: i medici danno priorità alla prevenzione di morte e malattie acute, ma la gente può dare più importanza a come si sente e ai disturbi quotidiani. La gente è di solito motivata solo se il beneficio è visibile, rapido, piacevole; in realtà i benefici arrivano dopo anni ma non tutti raggiungono l’obbiettivo.

Progetto prevenzione all’uso di droghe e alcol

Gli ambiti sui quali si intende intervenire riguardano la sensibilizzazione e la prevenzione da svolgere nelle scuole di ogni ordine e grado attraverso programmi di informazione scientificamente supportati che tengano conto degli attuali dati scientifici e progetti educativi orientati, secondo un approccio globale, ad una sana crescita psico-sociale. In particolare, si intende informare gli studenti sui danni per la salute legati al consumo di alcol e droga, soprattutto in giovane età, e sensibilizzare loro in merito ai rischi derivanti dalla navigazione su siti internet e social network in cui si commercializzano pericolose sostanze psicoattive. Nei confronti dei docenti, a partire dalla scuola dell’infanzia, sarà rivolta una formazione mirata, svolta a cura di soggetti qualificati e scientificamente accreditati a livello nazionale. La scuola, anche in collaborazione con enti e associazioni, è il luogo privilegiato per la formazione dei futuri cittadini, il luogo dove gli studenti hanno modo di imparare a stare con gli altri, acquisire valori, informazioni, conoscenze, per diventare adulti.

Progetto di prevenzione all’uso di fumo

Il fumo di tabacco, insieme alla cattiva alimentazione, alla sedentarietà e all’ abuso di alcol, rappresenta uno dei principali fattori determinanti lo sviluppo di tumori e malattie croniche. In questi anni il progetto nella scuola, i risultati ottenuti sono stati: rispetto delle norme di divieto di fumo nei locali scolastici, aumento delle informazioni sui danni da fumo di tabacco, anche da fumo passivo, cambiamento della sensibilità al riguardo. In tale contesto, a partire dal rispetto della legge, il ruolo della scuola si pone l’obiettivo di concorrere a costruire giovani critici, autonomi, con un maggiore controllo di sé, capaci di orientare le proprie scelte contro l’uso di sostanza che creano dipendenze, liberi da stereotipi.

ENERGIA

La nostra città oggi sfrutta per la maggior parte, fonti di energia non rinnovabile, ed altamente inquinante, il nostro obiettivo è quello di potenziare al massimo le energie rinnovabili e fonti a basso impatto ambientale sia dal punto di vista architettonico che di inquinamento. Sarà incentivato l’utilizzo di pannelli solari negli edifici pubblici e privati mediante sgravi fiscali per ristrutturazioni edilizie in questo senso, ad esempio miglior coibentazione degli edifici allo scopo di controllare la dispersione di energia. Il futuro è nell’energia è mini: Fotovoltaico, solare termico sugli edifici sono soluzioni architettoniche che utilizzano poco spazio per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Un aiuto viene anche dalle tecnologie che riducono gli sprechi energetici con software appositi per abitazioni e uffici. Per quanto riguarda le scuole, e gli stabilimenti comunali, una gestione diretta di un responsabile che gestisca (ad esempio il riscaldamento) solo quando necessario, verranno installate cellule fotoelettriche per lo spegnimento automatico delle luci nelle classi e negli edifici pubblici. Sarà attuata una progressiva eliminazione nelle strade di illuminazioni tradizionali a favore dei led con propensione all’illuminazione intelligente nelle zone di periferia (Come ad esempio l’accensione delle luci mediante cellula fotoelettrica solo al passaggio di auto o pedoni). Verrà messa in atto una trasformazione delle municipalizzate che si occupano di energia in modo tale che non siano più aziende di solo profitto ma aziende che operano di concerto con il Comune per migliorare ed ottimizzare, che reinvestano quindi buona parte dei profitti per operazioni volte alla ristrutturazione del servizio stesso ad investimenti e a sgravi sulle bollette. In questo modo si possono creare tutte le strutture elencate sopra, e le condizioni per un cambiamento di rotta energetico senza influire sul bilancio comunale, per la quota che compete.

ACQUA

Per quanto riguarda l’acqua in linea con la proposta del M5S nazionale dobbiamo ricostituire l’ente che gestisce l’acqua in modo completamente pubblico o se non è possibile a causa di contratti pregressi, che utilizzi i proventi per reinvestimenti sul territorio o per lo sgravio dei costi dell’acqua stessa con lo stesso principio di quanto esposto per l’energia. Tutte le strutture pubbliche utilizzeranno acqua di rubinetto filtrata scuole comunali comprese. Si proporranno disciplinari relativi al consumo di antiparassitari, concimi e diserbanti creando una fascia di rispetto in prossimità dei fiumi e dei corsi d’acqua per evitare l’inquinamento diretto delle acque superficiali e di profondità, inquinamento che ha un impatto sulla salute estremamente importante. Ci faremo portavoce presso la regione ed in sede europea per trasferire fondi agli agricoltori nell’area di rispetto facendo leva sui piani di sviluppo rurale con la creazione di un progetto ad hoc. Verranno eseguite analisi sulle acque di mare litoranee i cui risultati verranno resi pubblici mediante la app. comunale. Tutti gli esercizi di ristorazione che useranno l’acqua pubblica (filtrata) al posto dell’acqua in bottiglie avranno una riduzione sulla Tari con un’aliquota da definire.

RIFIUTI

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, il M5S ha una concezione diversa da quella che normalmente si è perseguita fino ad oggi. Il problema principale di molte amministrazioni verte sulla gestione dei rifiuti in base alla collocazione degli scarti e alla loro differenziazione, tutto ciò ha portato sicuramente dei vantaggi legati al riciclo, ma non ha cambiato la sostanza e la quantità di rifiuto, inoltre nonostante lo sforzo di differenziare abbiamo visto nel tempo aumentare a dismisura le nostre bollette. Noi proponiamo la tariffa puntuale sull’indifferenziato, cioè una tariffa legata ai quantitativi di rifiuti che gettiamo. Ad es. Una famiglia che getta 50 kg di immondizia pagherà la metà di una famiglia che getta 100 kg di immondizia. Attraverso studi portati avanti dal gruppo ambiente del M5S di Pesaro e suffragati da dati scientifici, si è visto che dimezzare la quantità di prodotti di scarto è possibile anche senza cambiare le nostre abitudini, ma è possibile anche ridurla in modo più drastico seguendo alcune piccole regole quotidiane. Il Comune si farà carico di istituire dei corsi per insegnare ai cittadini come creare meno rifiuti e quindi risparmiare ingenti quantità di denaro. Stringeremo accordi anche con le aziende locali per la produzione di beni di consumo atti ad agevolare questa operazione, redigeremo un progetto comunale da presentare all’Europa per richiedere fondi relativi a bandi che già esistono nell’ambito della gestione dei rifiuti. Allo scopo di educare nella direzione della diminuzione dei rifiuti, istituiremo dei tutoraggi nelle scuole e dei veri e propri concorsi che premieranno le scuole più meritorie con mezzi tecnici per la didattica e materiali di servizio. Si agevolerà la creazione di compostiere condominiali che permetteranno una diminuzione dei rifiuti del 50% nell’immediato. In questa direzione potremo cancellare la parola discarica come conosciuta fino ad oggi, ed evitare come al punto 2 l’inquinamento delle acque superficiali, di profondità e di falda e migliorare la salubrità dell’aria. Punteremo all’innovazione ‘SMART’: cassonetti con compattatore incorporato dei rifiuti indifferenziati, alimentato a energia solare da pannelli posti sulla copertura. Possono contenere fino a cinque volte la quantità standard di rifiuti e un sistema di allerta avverte la centrale quando sono pieni, riducendo gli spostamenti dei mezzi di raccolta. Verranno infine promossi anche tutti quei progetti della categoria “PLASTIC FREE”.

VERDE URBANO

Per quanto riguarda il verde urbano i nostri progetti sono sicuramente ambiziosi, ma facilmente attuabili con costi decisamente ridotti. La gestione del verde pubblico nell’odierna amministrazione è gestita da più enti che spesso si accavallano e rendono gli interventi burocraticamente lenti, non tempestivi e disorganizzati. Il nostro primo intervento sarà quello di incaricare un solo ente come responsabile del verde urbano. L’odierna amministrazione si avvale per la manutenzione del verde urbano di cooperative, le quali dovranno lavorare utilizzando personale regolarmente formato, e sotto la supervisione del Comune, inoltre il nostro ambizioso progetto vede l’utilizzo per la manutenzione del verde e per i lavori ad esso connessi di cassaintegrati e disoccupati della nostra città regolarmente iscritti al job con il duplice scopo di creare occupazione locale e svolgere nel contempo un’azione sociale di concerto con i servizi sociali comunali. Siamo convinti che vista la grave crisi che colpisce Pesaro, sarebbe bene aiutare i nostri concittadini a ricollocarsi, perché la nostra concezione del Comune è quello di un’entità vicina alle problematiche delle persone che lo abitano. Redigeremo a tal fine un regolamento in cui le cooperative di produzione e lavoro che collaborano con il Comune o che si avvalgano delle gare d’appalto comunali dovranno essere iscritte ad un albo che si faccia garante del rispetto di determinati parametri ed opereranno sotto la stretta supervisione del Comune. L’attuale amministrazione acquista il verde per l’abbellimento e la piantumazione in città per il 70% fuori regione tramite le cooperative, la nostra idea è quella di utilizzare primariamente aziende che operano nel territorio comunale e nella regione Marche. L’utilizzo delle persone socialmente sensibili, quali Disoccupati, Cassa integrati ecc. ci permetterà un tipo di manutenzione intelligente senza l’utilizzo di fitofarmaci e diserbanti che vengono oggi largamente utilizzati nella odierna gestione del verde pubblico. Questo progetto oltre ad abbassare i costi di gestione drasticamente ha anche una grandissima valenza sociale. Verranno istituiti degli spazi coltivabili che abbiamo chiamato Orti di cittadinanza. Con Orti di cittadinanza si intendono degli appezzamenti di terreno di mq 50 dotati di bocchette per l’approvvigionamento idrico che il Comune di Pesaro metterà a disposizione in comodato gratuito per la coltivazione di ortaggi a coloro che rientrano nelle specifiche del regolamento come di seguito espresso. Il Comune di Pesaro allestirà all’interno dell’area orti una struttura per il ricovero degli attrezzi e dei mezzi tecnici utilizzati per la coltivazione ed una struttura che verrà individuata nei pressi degli orti o altrove che sarà adibita a mercato per la vendita degli ortaggi prodotti esclusivamente negli orti di cittadinanza. Questa misura è da considerarsi di tipo socio-assistenziale. Il Comune, attraverso l’iniziativa degli orti di cittadinanza si propone di:

  • Permettere a chi cerca o a perso il lavoro di mantenersi impegnato e di usufruire di un piccolo reddito derivato dalla vendita dei prodotti a chilometro zero nell’attesa di trovare un impiego definitivo.
  • Creare percorsi di cittadinanza attiva come occasioni di aggregazione sociale che favoriscano i rapporti interpersonali, la conoscenza e la valorizzazione dell’ambiente, nonché lo svolgimento di attività utili alla prevenzione, al mantenimento e alla cura della salute.
  • Sensibilizzare i cittadini sull’esigenza di salvaguardare e riqualificare il territorio comunale attraverso processi di autogestione del patrimonio comune.
  • Stimolare e accrescere il senso di appartenenza alla comunità.
  • Favorire una risposta adeguata all’esigenza di un’alimentazione sana e sicura.
  • Recuperare spazi pubblici con finalità sociali e di miglioramento anche estetico del paesaggio, incrementandone l’efficienza e valorizzando il concetto di bene comune
  • Dare a tali aree valore di qualità contro il degrado, il consumo di territorio e per la tutela dell’ambiente.

Verranno creati nella città, nelle aiuole, negli spazi già esistenti e in quelle che si andranno a creare dei giardini floreali come già la nostra città aveva un tempo, Pesaro tornerà ad essere la città fiorita per eccellenza con grande incentivo al turismo. Le famiglie pesaresi saranno invogliate a creare i loro personali terrazzi fioriti ed ogni anno si terrà un concorso fotografico che permetterà ai più bei giardini e balconi fioriti di vincere come premio sgravi fiscali su tasse di competenza comunale.

Decoro: con questo progetto la nostra città diventerà un giardino a costo zero e la gestione del verde diventerà partecipata dalla cittadinanza.

ARIA

Per quanto riguarda l’aria installeremo centraline rilevatrici di polveri sottili per ogni quartiere della città allo scopo di avere una valutazione reale dello stato dell’aria, non come oggi che le centraline sono due e dislocate in punti strategici. I dati scaturiti dalle centraline verranno pubblicati bimestralmente nel bollettino ambiente collegato alla app comunale come per l’acqua in modo da mantenere il cittadino sempre aggiornato. Le analisi sull’aria verranno eseguite ogni sei mesi anche su vari altri inquinanti che normalmente vengono trascurati. Per quanto riguarda l’inquinamento da gas di scarico dovuti alla circolazione delle auto, aumenteremo la possibilità di muoversi tramite navette pubbliche. Diminuiremo anche i parcheggi a pagamento per evitare che i cittadini facciano chilometri alla ricerca di un posto libero inquinando enormemente. Tutti il sistema parcheggi sarà rivalutato non con un’ottica di profitto ma di funzionalità, Il primo provvedimento che attueremo sarà il ripristino delle fasce orarie dei parcheggi a pagamento per favorire le attività che nella pausa pranzo lavorano con i clienti degli uffici adiacenti. Verranno programmate azioni capillari di governo degli spostamenti casa-lavoro attraverso la figura del mobility manager. Una figura che nasce dall’esigenza di agire sul motivo di spostamento più sistematicamente ripetitivo nel quadro della mobilità urbana; si tratta dello sviluppo e messa a punto di un insieme di misure e strumenti per la riorganizzazione degli spostamenti del personale di grandi aziende ed enti, ma anche per razionalizzare quelli che interessano centri commerciali, ospedali, università. Anche Pesaro, seguendo l’esempio di altri comuni, si doterà di “Buoni Mobilità”. Una forma particolare di incentivo destinata a tutti coloro che dimostrano di recarsi al posto di lavoro, o accompagnano i propri figli a scuola, utilizzando mezzi di trasporto sostenibili, (auto elettriche, a metano e mezzi pubblici, biciclette al di sopra dei 5 km percorsi) I buoni di mobilità daranno la possibilità di avere agevolazioni economiche sui trasporti o altre forme di sgravi fiscali.

GESTIONE DEI PARCHI

I fiori all’occhiello della nostra città sono il Parco San Bartolo e il Parco Miralfiore. Intendiamo gestire questi parchi come una vetrina sul mondo della nostra città. I parchi saranno gestiti come musei naturalistici a cielo aperto. Si stringeranno rapporti stretti con le università italiane ed europee, si creeranno gite organizzate, osservazione degli uccelli, ricerca di erbe spontanee e corsi ambientalistici di cui richiederemo il riconoscimento. Nei punti centrali dei parchi le piante saranno dotate di codice QR collegato alla app comunale che indicherà il nome della pianta e la sua evoluzione. Quando un essere vivente ha un nome lo si rispetta di più, lavoreremo a questo progetto coinvolgendo anche il centro Floristico delle Marche ente che di grande rilievo botanico che abbiamo la fortuna di avere in città. Tutto ciò genererà un aumento del turismo ambientale ed un sensibile aumento dell’occupazione. Per quanto riguarda le scuole, istituiremo dei corsi ad hoc su tutte le tematiche del presente programma, indicendo concorsi per le migliori idee di trasformazione della città e dei metodi per renderla più fruibile ed appetibile dal punto di vista turistico. Nonché la creazione di borse di studio per i più meritevoli. Visto i cambiamenti climatici in atto stiamo lavorando ad una mappatura dettagliata dei punti di dissesto idrogeologico di Pesaro allo scopo di prevenire con interventi ad hoc (non solo ciclabili e rotatorie) eventuali calamità naturali che potrebbero mettere in pericolo i cittadini. Interesse prioritario sarà anche quello del ripristino dei parchi giochi per l’infanzia come luogo sicuro e di aggregazione e incontro per le famiglie della città.

PROMOZIONE CULTURALE

Nel quadro della situazione cittadina, abbiamo individuato alcune priorità per tornare a riposizionare la Cultura nella sua più propria collocazione di importanza, in particolare attraverso l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente sulle attività culturali che favorisca la visibilità sul territorio, in Italia e all’estero, delle iniziative individuali e collettive del territorio. Censimento e rilevazione statistica di tutte le opere di pittura, scultura e scrittura di proprietà del Comune abbandonate in deposito, con la possibile opportunità progettistica di essere valorizzate ed esposte al pubblico. Valorizzazione del Museo Oliveriano. Esame approfondito delle opere custodite, restauro particolareggiato con la possibile partecipazione economica di finanziatori anche fuori del territorio. Tutelare l’inestimabile patrimonio artistico affinché rimanga pubblico senza condizione. Sostegno alle biblioteche comunali. Le biblioteche comunali, in particolare l’Oliveriana e la San Giovanni, hanno risentito negli ultimi anni di una riduzione di risorse che ha diminuito la qualità del servizio. La gestione delle biblioteche comunali deve rimanere pubblica, con l’impegno di reperire risorse che valorizzino strutture e servizi. Allargamento dell’offerta e di eventi culturali dedicati ai giovani pesaresi, individuando spazi e manifestazioni a loro dedicati. Riqualificazione, valorizzazione degli Orti Giuli.

UNIVERSITA’

Nata nel 1997, divenuta operativa dall’anno accademico 1997/1998, era situata presso un’ala della Scuola Media “Leopardi” in zona MONTEGRANARO con una superficie di circa 500mq, con il contributo di diverse realtà pesaresi quali il Comune, la Provincia, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro, la Camera di Commercio, l’Associazione degli industriali, la Confcommercio, la Confartigianato, la Banca Marche, la Banca di Pesaro, l’allora Banca Popolare dell’Adriatico, la Fondazione Biesse e Aspes spa. L’intenzione era quella di relazionare al meglio gli studi universitari, finalizzati a un diretto inserimento nelle attività lavorative. Dal 1999/2000 PESARO STUDI trova collocazione a “Villa Marina”, in Viale Trieste 296 ed occupa una superficie di circa 3.000 mq. che comprende N.14 aule di didattica formale, un’aula per teledidattica, due aule CAD, un laboratorio linguistico, un laboratorio di produzione video “la Colonia della Comunicazione”, un’aula da disegno, un’aula studio, una biblioteca, due sale professori oltre ad uffici e servizi. Il successo di PESARO STUDI è immediato, centinaia le adesioni, le cifre lo confermano. Nell’anno accademico 2005/2006 è stato attivato dalla Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Salvatore il Corso di Laurea in Infermieristica che nell’anno accademico 2007/2008 è entrato a regime. Nell’anno accademico 2007/2008 gli studenti frequentanti i corsi di laurea attivati nella Sede sono circa 1300. Purtroppo, dopo 15 anni di vita, PESARO STUDI chiude nel 2017. Tutti, maggioranza e opposizione, hanno ritenuto la struttura universitaria un progetto costoso e datato, da interrompere definitivamente. Il motivo è da ricercare, a loro avviso, nella non restituzione in termini di indotto. Eppure, avere una università cittadina non è riconducibile al mero aspetto economico, importante è vero, ma non meno importante del valore culturale, di prestigio; una sede universitaria porta con sé risorse intellettuali e professionali capaci di aprire anche prospettive economiche. Non solo, avere una sede universitaria è sinonimo anche di future professionalità, rinnovamento, sviluppo e vivacità. Il Comune afferma di avere investito negli anni, 13 milioni di euro. Ma esistono altri numeri da considerare: oltre 1300 laureati tra lingue orientali, scienze della comunicazione e pubblicità ai quali vanno aggiunti quelli di ingegneria e infermieristica. Calcolando una spesa media per studente di 9.000 euro l’anno secondo Federconsumatori, significa in pratica un giro economico nella sola città di oltre 11 milioni di euro l’anno. Un dato da non trascurare.

VALORIZZAZIONE CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA

Nacque nel 1996 con l’intento di promuovere l’arte contemporanea e stimolare il dibattito culturale e artistico a Pesaro. Si trattò di una sfida coraggiosa, con l’obiettivo di operare un cambiamento culturale della città, trasformando il vecchio mercato del pesce, in uno spazio espositivo per le espressioni artistiche d’avanguardia. Uno dei poli di eccellenza dell’arte contemporanea nella Regione Marche. Negli anni, la Pescheria si è distinta nella promozione dell’arte italiana emergente con mostre personali di artisti della pittura, scultura e fotografia di fama mondiale. Non sono mancate iniziative collaterali come conferenze, incontri, attività didattiche e ricreative, progetti per aumentare la visibilità di FONDAZIONE PESCHERIA sul territorio cittadino, provinciale, regionale, nazionale ed internazionale. Inizialmente era seguita da un direttore e un curatore, poi, con l’attuale giunta comunale, sono stati tagliati i fondi e in seguito acquisita gestionalmente dal Comune, spersonalizzandola e limitandola ulteriormente.

RIQUALIFICAZIONE BIBLIOTECA SAN GIOVANNI

Eccellenza della città, ha le stesse problematiche della Pescheria. Lasciata in appalto ad una società esterna e ridotta di fondi e di personale, la Biblioteca è stata abbandonata a una gestione che non riesce a sfruttare le potenzialità culturali presenti. Una nuova riconversione e un rinnovo di risorse economiche è auspicabile.

Valorizzazione “Museo Oliveriano”.

Apertura anche nei giorni festivi.

Promozioni e convenzioni con agenzie turistiche.