Nata nel 1997, divenuta operativa dall’anno accademico 1997/1998, era situata presso un’ala della Scuola Media “Leopardi” in zona MONTEGRANARO con una superficie di circa 500mq, con il contributo di diverse realtà pesaresi quali il Comune, la Provincia, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro, la Camera di Commercio, l’Associazione degli industriali, la Confcommercio, la Confartigianato, la Banca Marche, la Banca di Pesaro, l’allora Banca Popolare dell’Adriatico, la Fondazione Biesse e Aspes spa. L’intenzione era quella di relazionare al meglio gli studi universitari, finalizzati a un diretto inserimento nelle attività lavorative. Dal 1999/2000 PESARO STUDI trova collocazione a “Villa Marina”, in Viale Trieste 296 ed occupa una superficie di circa 3.000 mq. che comprende N.14 aule di didattica formale, un’aula per teledidattica, due aule CAD, un laboratorio linguistico, un laboratorio di produzione video “la Colonia della Comunicazione”, un’aula da disegno, un’aula studio, una biblioteca, due sale professori oltre ad uffici e servizi. Il successo di PESARO STUDI è immediato, centinaia le adesioni, le cifre lo confermano. Nell’anno accademico 2005/2006 è stato attivato dalla Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Salvatore il Corso di Laurea in Infermieristica che nell’anno accademico 2007/2008 è entrato a regime. Nell’anno accademico 2007/2008 gli studenti frequentanti i corsi di laurea attivati nella Sede sono circa 1300. Purtroppo, dopo 15 anni di vita, PESARO STUDI chiude nel 2017. Tutti, maggioranza e opposizione, hanno ritenuto la struttura universitaria un progetto costoso e datato, da interrompere definitivamente. Il motivo è da ricercare, a loro avviso, nella non restituzione in termini di indotto. Eppure, avere una università cittadina non è riconducibile al mero aspetto economico, importante è vero, ma non meno importante del valore culturale, di prestigio; una sede universitaria porta con sé risorse intellettuali e professionali capaci di aprire anche prospettive economiche. Non solo, avere una sede universitaria è sinonimo anche di future professionalità, rinnovamento, sviluppo e vivacità. Il Comune afferma di avere investito negli anni, 13 milioni di euro. Ma esistono altri numeri da considerare: oltre 1300 laureati tra lingue orientali, scienze della comunicazione e pubblicità ai quali vanno aggiunti quelli di ingegneria e infermieristica. Calcolando una spesa media per studente di 9.000 euro l’anno secondo Federconsumatori, significa in pratica un giro economico nella sola città di oltre 11 milioni di euro l’anno. Un dato da non trascurare.