Garantire massima trasparenza sulle liste di attesa per le prestazioni di specialistica e diagnostica, informando i pazienti sul loro diritto di accesso a una prestazione, anche privata, quando i tempi di attesa superano quelli stabiliti dalla legge. Sulla scorta della positiva esperienza del centro diurno Alzheimer, conoscere e approfondire i fabbisogni delle persone diversamente abili, partendo dal supporto alle loro famiglie. Un coinvolgimento attivo delle persone che vivono un disagio sociale e/o economico. Informare la cittadinanza per la prevenzione di malattie attraverso progetti che coinvolgono scuole e centri di aggregazione. Promuovere in maniera chiara e trasparente la collaborazione con le varie realtà locali di volontariato. Attuare programmi di promozione all’educazione sanitaria (educazione fisica, educazione alimentare, stili di vita, educazione sessuale), partendo dalle istituzioni scolastiche e avvalendosi di figure professionali che possano contribuire nei vari progetti anche in maniera volontaria. Promuovere uno studio sugli allevamenti, intensivi e non, presenti nel nostro territorio, per migliorare la qualità delle carni e sensibilizzare gli allevatori alla diminuzione dell’utilizzo di farmaci e ormoni.

Gli obiettivi della medicina preventiva

La salute, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1946 “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. La distribuzione delle malattie riflette lo stile di vita della gente, le sue circostanze sociali, economiche, ambientali che possono cambiare rapidamente. L’argomento economico è a favore della medicina preventiva: il successo nel ridurre il tasso di incidenza globale di una malattia dovrebbe teoricamente diminuire i costi del servizio sanitario. Che cosa bisogna prevenire? L’interesse per persone ammalate ha condotto ad un approccio della medicina preventiva semplicistico: ridurre il numero di persone ammalate. Se le malattie si presentano a tutti i gradi di gravità il compito della medicina preventiva è ampliato: il miglioramento delle statistiche sanitarie di ricoveri e mortalità è sicuramente una misura importante per prevenzione ma non sufficiente perché non tiene conto che la maggioranza del peso della cattiva salute deriva da una massa di disordini meno evidenti (carico nascosto di cattiva salute). Considerare anche il contrasto tra percezione soggettiva dello stato di salute e misurazione medica obiettiva: i medici danno priorità alla prevenzione di morte e malattie acute, ma la gente può dare più importanza a come si sente e ai disturbi quotidiani. La gente è di solito motivata solo se il beneficio è visibile, rapido, piacevole; in realtà i benefici arrivano dopo anni ma non tutti raggiungono l’obbiettivo.

Progetto prevenzione all’uso di droghe e alcol

Gli ambiti sui quali si intende intervenire riguardano la sensibilizzazione e la prevenzione da svolgere nelle scuole di ogni ordine e grado attraverso programmi di informazione scientificamente supportati che tengano conto degli attuali dati scientifici e progetti educativi orientati, secondo un approccio globale, ad una sana crescita psico-sociale. In particolare, si intende informare gli studenti sui danni per la salute legati al consumo di alcol e droga, soprattutto in giovane età, e sensibilizzare loro in merito ai rischi derivanti dalla navigazione su siti internet e social network in cui si commercializzano pericolose sostanze psicoattive. Nei confronti dei docenti, a partire dalla scuola dell’infanzia, sarà rivolta una formazione mirata, svolta a cura di soggetti qualificati e scientificamente accreditati a livello nazionale. La scuola, anche in collaborazione con enti e associazioni, è il luogo privilegiato per la formazione dei futuri cittadini, il luogo dove gli studenti hanno modo di imparare a stare con gli altri, acquisire valori, informazioni, conoscenze, per diventare adulti.

Progetto di prevenzione all’uso di fumo

Il fumo di tabacco, insieme alla cattiva alimentazione, alla sedentarietà e all’ abuso di alcol, rappresenta uno dei principali fattori determinanti lo sviluppo di tumori e malattie croniche. In questi anni il progetto nella scuola, i risultati ottenuti sono stati: rispetto delle norme di divieto di fumo nei locali scolastici, aumento delle informazioni sui danni da fumo di tabacco, anche da fumo passivo, cambiamento della sensibilità al riguardo. In tale contesto, a partire dal rispetto della legge, il ruolo della scuola si pone l’obiettivo di concorrere a costruire giovani critici, autonomi, con un maggiore controllo di sé, capaci di orientare le proprie scelte contro l’uso di sostanza che creano dipendenze, liberi da stereotipi.