“Smart City” è ciò che in urbanistica e architettura viene definito un insieme di strategie e di pianificazione tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano, intellettuale e sociali di chi le abita.

L’Unione Europea, che ha previsto entro il 2020 importanti investimenti e incentivazioni sotto forma di bandi, arrivando ad una spesa complessiva di dodici miliardi di euro, punta a sviluppare progetti rivolti all’ecosostenibilità dello sviluppo urbano, diminuzione degli sprechi energetici e alla riduzione drastica dell’inquinamento.

Un termine (quello di Smart City) difficilmente traducibile in una singola parola, diventa più agevolmente inquadrato nel sottintendere una serie di concetti il cui prevalente può essere individuabile nell’uso della tecnologia finalizzata al benessere della città e dei relativi abitanti. L’obiettivo non è tanto quello di diventare una città digitale (che fa riferimento ad una città connessa tout court con sistemi wired o wireless e dotata di piattaforma tecnologiche basate sulle telecomunicazioni e internet), quanto, in una visione più elevata, aumentare il benessere della città e la qualità dei singoli cittadini.

Una città intelligente è capace di sfruttare le opportunità che le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) offrono per aumentare il benessere locale e la competitività. Particolare attenzione si ripone per la creazione di uno sviluppo urbano denominato “business led”. In particolare, la creazione di quelle città d’affari che creino in tal modo un punto di attrazione per l’arrivo e l’installazione di nuove imprese dall’esterno.

I progetti smart city hanno, e lo ribadiamo, l’obiettivo di creare servizi e permettere un aumento qualitativo della vita strizzando l’occhio alla ecosostenibilità. Ma tali progetti hanno anche, evidentemente, l’importante obiettivo della generazione di valore economico, attraverso lo sviluppo ed erogazione di servizi nuovi e tramite il risparmio raggiunto con l’ottimizzazione dei servizi già esistenti.

Il primo passo è quello di definire un modello di riferimento al fine di identificare e misurare la dimensione di sviluppo della smart cities coinvolte.

L’OCSE e l’ITU (International Telecommunication Union) hanno sviluppato un modello basato su sei dimensioni principali:

  • Economia intelligente: riguardante la capacità delle città di generare occupazione
  • Ambiente intelligente: relativa ad una città che promuove uno sviluppo sostenibile (raccolta differenziata, razionalizzazione edilizia, verde urbano)
  • Governance intelligente: riguardante l’adozione di politiche per lo sviluppo del territorio e della rete con altre realtà
  • Vita intelligente: relativa ad una città che promuove la propria immagine turistica sul web
  • Mobilità intelligente: di una città nella quale gli spostamenti sono agevoli, innestati in una rete di trasporto pubblico intelligente, a basso impatto ecologico
  • Persone intelligenti: raggruppante tutti gli aspetti che indicano quanto possano essere attivi e partecipi i cittadini nella vita pubblica

Calandoci in una realtà locale, dobbiamo focalizzare l’attenzione su tre tipologie di servizi che ruotano fortemente intorno al mondo Smart City e come tale permettono di misurarne i valori e l’impatto generato.

Illuminazione intelligente: essa rappresenta una voce importante nelle spese energetiche di una città e come tale oggetto di attenzione per l’ecosostenibilità volta al risparmio

Mobilità intelligente: la gestione della mobilità è una delle principali priorità di tante realtà comunali ed è uno dei propulsori più evidente delle Smart cities.
Ci sono tre grandi temi che riguardano la mobilità e la sua gestione: il trasporto pubblico, la gestione del traffico e la gestione dei parcheggi. Appare evidente che si tratta di temi la cui soluzione possa generare una ricaduta positiva di saving economico o vantaggi in termini di riduzione del consumo di carburante, una migliore gestione degli spazi adibiti ad area di sosta, ed infine, ma non meno importanti, i benefici legati alla riduzione di emissioni inquinanti di CO2

Raccolta intelligente: anch’esso permette una serie di vantaggi in termini di ottimizzazione e riduzione di costi di esercizio. Concentrazione massima in tal senso è sullo sviluppo ed implementazione di tutte quelle applicazioni che consentano un monitoraggio preciso del livello di riempimento dei cassonetti, in modo da fornire dati precisi per l’organizzazione e la logistica del loro svuotamento. Altro aspetto non trascurabile riguarda il miglioramento anche sotto il profilo del decoro urbano, e miglioramenti sotto il profilo sanitario.

Per entrare più nel concreto, una tecnologia specifica che aiuta a creare e rafforzare una smart city è rappresentata dalla creazione di una rete di sensori wireless. Si tratta, nello specifico, di creare una rete di nodi sensori intelligenti in grado di misurare svariate tipologie di parametri, per una gestione più efficiente della città. I dati vengono resi accessibili, in modalità wireless e in tempo reale, ai cittadini e alle autorità competenti.

A titolo esemplificativo essi possono monitorare la concentrazione di inquinamento in ogni strada (e ottenere alert qualora si superi una soglia di valori definita critica); possono ottimizzare l’irrigazione del verde umano, l’illuminazione notturna cittadina, rilevare perdite d’acqua, ottenere mappe acustiche. Gli stessi bidoni della spazzatura possono inviare una notifica di allarme quando sono vicini a essere pieni. Possono monitorare il traffico veicolare, informare gli automobilisti in tempo reale sulla vicinanza di parcheggi gratuiti permettendo di risparmiare tempo, carburante (e conseguentemente riducendo drasticamente l’emissione di CO2 dal proprio veicolo).

L’implementazione e la sperimentazione (già presente in altre realtà) della tecnologia NFC rappresenta un ulteriore strumento utilissimo in chiave “smart”. La NFC (Near Field Communication) è una tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio che permette a due dispositivi (in genere un tag NFC e uno smartphone dotato di tale tecnologia) posti a breve distanza, di scambiarsi dati. Ad esempio, avvicinando uno smartphone all’immagine TAG posto ad esempio su un totem, vetrofania, si ha l’accesso all’ecosistema di dati e servizi messi a disposizione (informazioni su promozioni commerciali, turistiche, orari trasporti, musei, mappe, eventi fino addirittura a pagamenti contactless)

Ultimo aspetto non trascurabile potrebbe essere l’auspicio e la ricerca di una contaminazione fra progetti inerenti Smart city e bilancio partecipato, inteso come incentivazione e attivazione in prima persona del cittadino (o associazione) a promuovere iniziative in tal senso per migliorare la sua città e la sua esperienza all’interno del contesto nel quale comunica e vive tutti i giorni.