Ancora Testamento Biologico


Quando si parla di testamento biologico non s’intende la sospensione di un trattamento. E’ una libera volontà di esigere cure, di essere assistito, di disporre anticipatamente, quando si ha coscienza, di quello che dovrà essere il proprio destino. A volte si ha un approccio sbagliato sull’identificazione del testamento come altra cosa è l’eutanasia, il cui approccio risulta essere più complesso dal punto di vista cristiano, cattolico e legale.
Nessuno ha il diritto di impormi una cura se io non la voglio.

Che senso ha, sottoporsi a delle cure che continueranno a farmi vivere una vita artificiale, e quindi non dignitosa?
La sentenza dell 2008 “caso ENGLARO” parla di consenso informato che darebbe: “una più esplicita percezione dei diritti spettanti alle persone malate, rendendo più chiara la loro posizione di controllo e selezione sulla mole delle variegate terapie diagnostiche, terapeutiche e palliative, e permettendo di maturare i propri convincimenti sulla base delle aspettative di vita”. Vale a dire l’espressione “consapevole adesione” e “diritto della persona”, anzi “sintesi di due diritti fondamentali”: quello all’autodeterminazione e quello alla salute.
Se in piena coscienza rifiuto una cura lo posso fare grazie al consenso informato. Se, per disgrazia, per un evento traumatico, dovessi perdere la lucidità, se dovessi, per esempio, entrare in coma, allora le cose si complicano. Allora posso scrivere delle disposizioni anticipate sul trattamento mediante le quali attesto di non voler accettare terapie che mi indurranno in uno stato vegetativo, e, in quel caso i medici non potranno fare altro che accettare la mia volontà.
Il termine < TESTAMENTO BIOLOGICO> risulta essere fortemente evocativo perché sottolinea un dato di fondamentale importanza cioè, l’ultrattività del volere che è un dato che unisce il testamento biologico al testamento come atto mortis causa. Ultra-attività del volere che deve avere effetto quando il soggetto non è più capace e non è più in grado di correggere, interpretare, rinnovare questa volontà; implicando in tal modo la sacralità di questo volere, l’esigenza di aumentare la soglia delle cautele procedimentali, perchè solo un volere consapevole e ponderato da parte del soggetto in ordine alle sue scelte esistenziale, è un volere autenticamente libero.
Il testamento biologico rappresenta un’assicurazione contro questo terribile incubo che rappresenta lo stato vegetativo.
Purtroppo non se ne vuole parlare come se non fossimo mortali. Non scegliere il testamento biologico automaticamente fa decidere un’altra persona di scegliere al nostro posto. Noi siamo per l’autodeterminazione, per il diritto sacrosanto di decidere, sotto la nostra responsabilità, di vivere e morire con dignità, quella dignità della quale si fa portavoce la nostra Costituzione ma che sempre più spesso diventa oggetto di strumentali interpretazioni.

Bassi,Remedi,Demidio,Alessandrini, Pazzaglia

Consigliere Comunale

MoVimento 5 Stelle Pesaro