Che aria tira?


Venerdì 17 giugno, alle ore 21,00, presso la sala consiliare della provincia, in via Gramsci, si terrà un incontro informativo aperto ai cittadini, sull’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute.

Partendo da una rapida panoramica su quello che succede nel mondo ed in Europea, ci occuperemo ,attraverso dati e studi appositi in materia, della situazione italiana e in particolare dell’inquinamento atmosferico e relativo impatto sanitario/economico sul territorio di Pesaro, attraverso la lettura e schematizzazione di dati raccolti dalle centraline di rilevamento dell’inquinamento dell’aria dell’ARPAM.
Matteo Fratesi, attivista di Pesaro, illustrerà attraverso delle slide sintetiche, i livelli di Pm10, Pm 2,5 e altre sostanze inquinanti degli studi citati, rapportandoli con i valori registrati nella ns provincia nell’anno 2015, evidenziando anche la variazione dei livelli di inquinamento con il variare delle condizioni meteo stagionali.
Tali dati verranno poi commentati dal Dott. Benini, del Forum Provinciale dei Beni Comuni e dal Dott. Ruggero Ridolfi, Medico oncologo ISDE ( Associazione Medici per l’Ambiente), che apporteranno informazioni fondamentali per comprendere l’interazione tra inquinamento e salute.
Il deputato cittadino Andrea Cecconi, riporterà le proposte in parlamento e le battaglie del M5S per l’ambiente e la salute.
Moderatore della serata sarà il Consigliere Comunale Fabrizio Pazzaglia.

 

Intervenite numerosi.

La quota della popolazione che vive nelle aree urbane è in continua crescita e in queste zone si concentrano elevati livelli di inquinanti atmosferici.
In molte zone inoltre le emissioni veicolari, quelle di tipo industriale, il riscaldamento domestico, contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria.
Le sostanze inquinanti più diffuse in atmosfera sono il biossido di zolfo (So2), gli ossidi di azoto(Nox), il monossido di carbonio (CO), l’ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri (soprattutto il particolato di diametro inferiore a 10 milionesimi di metro, il Pm10) e il piombo.
Uno degli inquinanti più pericolosi per l’uomo e più diffusi nelle città è il Pm10: uno studio realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che nei grandi centri italiani, a causa delle concentrazioni di particolato sottile superiori ai 20 μg/m3, muoiono oltre 8 mila persone ogni anno. E uno dei principali responsabili dell’inquinamento da Pm10 è il traffico urbano: i trasporti stradali, infatti, producono più di un quarto del totale delle emissioni. Gli effetti sulla salute dell’inquinamento sono ben noti.
Il principale organo bersaglio dell’inquinamento atmosferico è l’apparato respiratorio,. Le vie respiratorie possiedono una serie di ben collaudati “meccanismi di difesa” contro le sostanze estranee che possono però ridursi a seguito di esposizioni croniche agli agenti inquinanti o risultare insufficienti in presenza di concentrazioni massive. Molte sostanze (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ozono, polveri, ecc) agiscono come irritanti.
Alcuni agenti tossici come il benzene e gli idrocarburi aromatici policiclici sono cancerogeni certi o possibili.
Il monossido di carbonio compromette il trasporto dell’ossigeno da parte del sangue con effetti gravi sul cervello.
Alcuni metalli, una volta penetrati nell’organismo si depositano in vari organi e tessuti (ossa, reni, cellule del sangue, sistema nervoso, reni, ecc.) a seconda delle loro proprietà e, ad elevate concentrazioni possono causare alterazioni biologiche.
Anche il cuore e l’apparato circolatorio possono risentire dell’inquinamento, per azione diretta degli inquinanti o, più frequentemente, come conseguenza del danno respiratorio.
Nel 2005 sono stati stimati 34.552 decessi per cause naturali attribuibili a esposizione nel lungo periodo a PM2.5 e 23.387 decessi per esposizione a NO2; inoltre 1.707 decessi per patologie a carico dell’apparato respiratorio sono attribuibili all’esposizione a ozono.
Emergono considerevoli disuguaglianze degli effetti sanitari sul territorio italiano: l’inquinamento colpisce maggiormente il Nord e in generale le aree urbane congestionate dal traffico e dalla prossimità alle aree industriali.
Anche il riscaldamento domestico, soprattutto per l’incremento dell’utilizzo delle biomasse (principalmente legno e pellet) è responsabile del peggioramento della qualità dell’aria e del conseguente impatto sulla salute. È stato possibile apprezzare gli effetti sanitari dell’inquinamento nel tempo.
Nel 2010 si è osservata un’importante diminuzione degli effetti del PM 2.5 (21.524 decessi) e dell’ NO2 (11.993 decessi), dovute alla riduzione delle emissioni e alla contrazione dei consumi imputabili alla recessione economica; mentre per il 2020, nonostante i miglioramenti tecnologici e le politiche adottate, si prevede uno scenario simile rispetto a dieci anni prima (28.595 decessi per PM2.5 e 10.117 per NO2).

 

MoVimento 5 Stelle – PESARO